Cassazione Penale, Sentenza n. 346/2023 del 09/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva disposto l'estradizione limitatamente ai capi IV-XII. I motivi principali erano: (i) violazione di legge per mancata verifica della "doppia incriminabilità" sui reati fiscali (capi IV-VII evasione fiscale e capi VIII-XI omessa dichiarazione dei redditi), atteso che il diritto statunitense non prevede soglie di punibilità analoghe a quelle previste dagli artt. 4 e 5 del d.lgs. n.74/2000; (ii) vizio di motivazione e carenza dei presupposti indiziari in relazione al capo XII (frode nella naturalizzazione) e in generale denuncia della mancata "discovery" di documenti decisivi; la difesa sosteneva inoltre l'assenza di prova del dolo e deduceva che la ricorrente si era avvalsa di rimesse paterne e di consulenze non qualificate per gli adempimenti fiscali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. Ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte d'appello non ha correttamente verificato la "doppia incriminabilità" per i capi da IV a XI, non potendo ignorare che le soglie previste dal d.lgs. n.74/2000 sono elementi costitutivi delle fattispecie penali italiane; inoltre non poteva essere posto a carico della difesa l'onere di provare il mancato superamento delle soglie. Per tali capi la sentenza è annullata e il giudizio rinviato ad altra Sezione della Corte d'appello di Bologna per un nuovo esame della doppia incriminabilità. Quanto al secondo motivo e alle doglianze sulla base indiziaria e sulla mancanza di produzione di prove da parte degli USA, la Cassazione l'ha invece rigettato: l'autorità giudiziaria italiana deve verificare soltanto che la relazione sommaria degli Stati Uniti fornisca una "base ragionevole" prospettica per il loro sistema processuale e non ha l'onere di riesaminare autonomamente la consistenza probatoria o di ottenere la "discovery".
Norme richiamate
Trattato bilaterale di estradizione Italia - Stati Uniti d'America
art. II; art. X, par. 3, lett. b
L'art. II richiede che il reato sia punibile in entrambi gli ordinamenti con pena detentiva superiore a un anno (requisito della doppia incriminabilità). L'art. X, par.3,b stabilisce che l'autorità dello Stato richiesto deve accertare l'esistenza di una base ragionevole ("reasonable basis") nella relazione sommaria; tale verifica non comporta un riesame autonomo delle prove sostanziali.
Decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74
Le soglie di punibilità previste per i reati fiscali (euro o valore minimo dell'imposta evasa) costituiscono elementi costitutivi della fattispecie penale italiana e rappresentano il criterio di offensività: se la soglia non è superata la condotta non è penalmente rilevante.
Legge 16 marzo 2009, n. 25 (ratifica dell'Accordo 3 maggio 2006)
Modifica e aggiornamento del Trattato bilaterale di estradizione tra Italia e USA; rilevante ai fini dell'interpretazione del regime estradizionale vigente tra le parti.
Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. dalla L. 18 dicembre 2020
Prevede la possibilità della trattazione scritta del procedimento (utilizzata qui per la discussione del ricorso in Cassazione).
Disposizioni di carattere processuale
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti e modalità di ammissibilità dei motivi di ricorso per cassazione e l'indicazione del campo di esame della Corte (richiamato per i limiti della formulazione dei motivi).
Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di estradizione (17 marzo 1978) e normativa sul mandato di arresto europeo
art. 2 del Secondo Protocollo; art. 7 L. n. 69/2005 (MAE)
In ambito europeo esistono norme che attenuano il principio di doppia incriminabilità per reati fiscali, valutando l'equivalenza delle concezioni repressive; tale attenuazione non si applica automaticamente ai tradizionali trattati bilaterali come quello con gli USA.
Massime di principio
- Quando la domanda di estradizione riguarda reati fiscali occorre verificare la "doppia incriminabilità" applicando le regole ordinarie se il trattato bilaterale non prevede una mitigazione: le soglie di punibilità del diritto nazionale sono rilevanti se costituiscono elementi costitutivi dell'illecito.
- L'onere principale di accertamento della doppia incriminabilità grava sull'autorità giudiziaria chiamata a decidere sull'estradizione e non sulla difesa, che non deve provare ex ante il mancato superamento delle soglie fiscali.
- L'autorità richieste per l'estradizione verso gli USA deve verificare che la relazione sommaria dei fatti fornisca una "base ragionevole" nel sistema processuale del richiedente; non è tenuta a riesaminare completamente la consistenza delle prove né ad imporre la "discovery" di documenti.
- Se il diritto nazionale considera le soglie quantitative come elementi costitutivi dell'offesa, la loro inesistenza nell'ordinamento richiedente può impedire il riconoscimento della doppia incriminabilità e dunque l'estradizione per quei capi.
- Nel caso di norme diverse tra ordinamenti (soprattutto in materia fiscale), la Corte può richiedere una nuova valutazione da parte del giudice di merito per confrontare concretamente le fattispecie e stabilire la riconoscibilità della pretesa punitiva.
- Una decisione di accoglimento parziale del ricorso (annullamento limitato e rinvio) è normale quando la Corte individua errori procedurali o di diritto circoscritti a talune imputazioni, lasciando inalterata la valutazione sugli altri capi.
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