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Sentenza

Sentenza n. 3514/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del silenzio serbato dagli Enti intimati sull’istanza presentata da Conpat Consorzio Stabile S.c. a r.l. in data 8 agosto 2025, volta ad ottenere, ai sensi degli artt. 22 ss. L. 241/1990 e 5 ss. D.Lgs. 33/2013, con specifico riferimento alla realizzazione dell’intervento “Linea ferroviaria AV/AC Milano – Verona – Lotto funzionale Brescia Est – Verona, appalto 1 - IC Brescia est, Calcinato e Lonato ovest ”, CUP F81H91000000008 – CIG 83858427BB, l’accesso alla documentazione concernente: (i) le somme stanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in favore di RFI S.p.A. a titolo di compensazioni ex D.L. 50/2022 e D.L. 104/2023; (ii) le somme trasferite da RFI a CEPAV DUE, anche a titolo di rivalutazione monetaria; (iii) ogni atto e corrispondenza rilevante in ordine alla spettanza, alla misura e alle modalità di erogazione delle predette somme; con conseguente accertamento del diritto della ricorrente all’integrale accesso agli atti e ai documenti richiesti; e condanna degli Enti intimati ad esibire la documentazione illegittimamente sottratta all’accesso. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dalla ricorrente il 4 dicembre 2025: per l’annullamento - della nota di RFI, prot. n. 91 del 4 novembre 2025, con la quale l’istanza di accesso avanzata da Conpat Consorzio Stabile S.c. a r.l. è stata solo in parte soddisfatta, ed in particolare nella parte in cui è stata espressamente negata l’ostensione della documentazione relativa alle somme trasferite a titolo di rivalutazione monetaria dei corrispettivi contrattuali; con conseguente accertamento del diritto della ricorrente all’integrale accesso agli atti e ai documenti richiesti; e condanna degli Enti intimati ad esibire la documentazione illegittimamente sottratta all’accesso.

Giustizia amministrativa202512169

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio diniego sull’istanza di accesso e, con motivi aggiunti, diniego parziale di accesso alla documentazione sulle somme trasferite a titolo di rivalutazione monetaria dei corrispettivi contrattuali

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, affidataria di lavori eseguiti nell’ambito della linea ferroviaria AV/AC Milano-Verona, ha presentato un’istanza di accesso documentale e civico generalizzato relativa alle somme stanziate dal Ministero in favore di RFI, alle somme trasferite da RFI al contraente generale e agli atti attestanti importi, date, causali, provvedimenti di assegnazione o approvazione e corrispondenza concernenti le compensazioni per il cosiddetto caro materiali, previste dal d.l. n. 50/2022 e dal d.l. n. 104/2023, nonché la rivalutazione monetaria dei corrispettivi contrattuali. La ricorrente ha dedotto di avere un interesse concreto e attuale a verificare la destinazione e l’integrale trasferimento delle risorse pubbliche, anche in ragione delle difficoltà finanziarie derivanti dal ritardato pagamento delle somme e dell’incidenza delle compensazioni sugli importi destinati alla filiera esecutiva. A seguito del deposito di documentazione da parte del Ministero e di RFI, la ricorrente ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere relativamente al ricorso introduttivo. Con motivi aggiunti ha impugnato la nota di RFI che aveva negato l’ostensione della documentazione concernente le somme trasferite a titolo di rivalutazione monetaria. Ha sostenuto che la rivalutazione sarebbe stata sottratta nel calcolo delle compensazioni e avrebbe inciso in senso riduttivo sugli importi destinati agli appaltatori. RFI e il contraente generale hanno contestato l’interesse all’accesso, affermando che la rivalutazione riguardava una clausola della convenzione tra RFI e contraente generale e che la nota già ostesa illustrava le modalità di calcolo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere con riguardo al ricorso introduttivo, poiché il silenzio diniego era stato superato dalla produzione documentale effettuata dopo l’istanza di accesso. Ha invece accolto, nei limiti indicati in motivazione, i motivi aggiunti. Il Collegio ha ritenuto dimostrato l’interesse della ricorrente a conoscere l’entità delle somme trattenute a titolo di rivalutazione monetaria e i relativi criteri di calcolo, poiché dalla nota già ostesa risultava che l’incremento dei SAL era influenzato algebricamente dalla sottrazione dell’adeguamento monetario maturato, al netto della franchigia del 5%, con conseguente possibile riduzione delle somme corrisposte al contraente generale e destinate agli appaltatori. La sola nota del 2 novembre 2023 è stata ritenuta insufficiente, in quanto parziale: dovevano essere ostesi i documenti dai quali risultassero l’entità delle somme trattenute nel corso del rapporto e il contenuto della relativa clausola contrattuale. Le spese sono state compensate in ragione della complessità della controversia.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    Fondano il diritto di accesso documentale; il giudice ne riconosce l’applicabilità alla richiesta di documentazione relativa alle somme e ai criteri di calcolo della rivalutazione monetaria incidenti sui corrispettivi dell’appalto.

  • artt. 5 ss. d.lgs. 33/2013

    Fondano la proposizione dell’istanza anche come accesso civico generalizzato; la sentenza decide tuttavia sulla base dell’interesse concreto della ricorrente all’ostensione della documentazione.

  • art. 26, comma 12, d.l. n. 50/2022

    Richiamato quale disposizione già applicata nell’ambito del regime straordinario di compensazione per i maggiori oneri dei materiali.

  • d.l. n. 104/2023

    Richiamato quale fonte delle misure di compensazione e delle disposizioni relative alle opere finanziate da società del gruppo Ferrovie dello Stato e affidate mediante contraente generale.

Massime di principio

  • L’interesse all’accesso sussiste quando il richiedente dimostri che i documenti richiesti possono incidere sulla verifica della spettanza, della misura o della destinazione di somme pubbliche rilevanti per la propria posizione contrattuale, anche se i rapporti contrattuali diretti intercorrono tra altri soggetti.
  • La conoscenza delle modalità astratte di calcolo non esaurisce il diritto di accesso quando il richiedente abbia chiesto anche i documenti dai quali risultino gli importi concretamente trattenuti o corrisposti nel corso dello specifico rapporto.
  • Quando una voce di adeguamento monetario incide algebricamente sulla determinazione delle compensazioni e può ridurre gli importi destinati agli appaltatori, è ostensibile la documentazione relativa alla sua entità e ai criteri applicati, compreso il contenuto della clausola contrattuale rilevante.
  • La produzione documentale dell’amministrazione successiva alla proposizione del ricorso supera il silenzio diniego e determina la cessazione della materia del contendere limitatamente alla documentazione effettivamente resa disponibile; permane invece l’interesse alla decisione sull’accesso parzialmente negato.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso civico generalizzatoEsecuzione del contratto pubblicoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTrasparenza e pubblicitàLegittimazione e interesse a ricorrere

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