Cassazione Civile, Sentenza n. 37757/2022 del 23/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'avviso di pagamento TARI relativo all'anno 2014 per plurime censure: 1) nullità/inesistenza dell'atto per carenza del potere dirigenziale della sottoscrittrice (dott.ssa Paola Mazzella) e illegittimità della sua nomina senza concorso; 2) mancanza di elementi essenziali nell'avviso (assenza di avviso bonario allegato, mancata indicazione dei dati catastali, della tabella tariffaria e della durata del possesso, e mancata indicazione per estratto delle delibere richiamate) con conseguente lesione del diritto di difesa; 3) eccessività della tariffa applicata agli alberghi rispetto a quella delle abitazioni (disparità sproporzionata, incompatibile con la reale produzione di rifiuti).
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure: la sottoscrizione dell'avviso da parte del funzionario designato è valida alla stregua dell'art. 1, comma 692, l. n.147/2013 anche se la persona non riveste ruolo dirigenziale con concorso; l'avviso di pagamento TARI conteneva elementi sufficienti (indirizzo, mq, categoria, numero occupanti, tariffa base, importo) e non richiedeva l'allegazione di delibere o dell'avviso bonario, che sono presunti noti o non necessari per l'avvio della riscossione; l'applicazione di tariffe più alte agli alberghi è legittima in ragione della maggiore capacità produttiva di rifiuti e rientra nella discrezionalità tecnica dell'ente. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e non è stata pronunciata condanna sulle spese.
Norme richiamate
Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014), art. 1, commi 639 e segg.
Disciplina la TARI, i suoi presupposti e i criteri di determinazione. La Corte applica tali commi per affermare che la TARI sostituisce i preesistenti tributi sui rifiuti e che le regole generali di determinazione della tariffa si applicano anche agli avvisi di pagamento
Legge n. 147/2013, art. 1, comma 692
Consente al Comune di designare un funzionario responsabile a cui sono attribuiti i poteri di gestione e sottoscrizione dei provvedimenti; la Corte ritiene valida la sottoscrizione dell'avviso da parte del funzionario così designato anche se non dirigente o assunto tramite concorso
Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), art. 7
Stabilisce i casi di esclusione dell'obbligo di allegazione degli atti; la Corte ne trae il principio per escludere l'obbligo di allegare delibere o regolamenti nell'avviso di pagamento quando questi atti sono di conoscibilità pubblica
Norme storiche sulla TARSU richiamate per i principi interpretativi in materia di classificazione e rapporti tariffari; la Corte utilizza la giurisprudenza sviluppata su TARSU per i criteri di legittimità delle tariffe differenziate
Richiamato come fonte dei criteri di determinazione della tariffa; la Corte conferma che la TARI si determina sulla base di principi già stabiliti per i tributi sui rifiuti
Massime di principio
- La firma e sottoscrizione dell'atto impositivo da parte di un "funzionario responsabile" designato dal Comune è valida ai sensi dell'art.1, comma 692, l. n.147/2013 anche se il soggetto non ha qualifiche dirigenziali o non è stato assunto per concorso; la legittimità dell'atto si valuta sulla base del potere attribuito all'ente di designare il responsabile, non in base al rapporto di lavoro interno.
- L'avviso di pagamento TARI non necessita di contenere per forza tutte le allegazioni (delibere, regolamenti, avviso bonario) quando i dati essenziali che individuano la pretesa tributaria (es. indirizzo, superficie, categoria, tariffa, importo) sono indicati: tali elementi possono essere sufficienti a legittimare l'avvio della riscossione.
- La mancata notifica dell'avviso bonario o la sua mancata allegazione non è automaticamente causa di nullità dell'avviso di pagamento, specialmente se l'avviso si fonda su dati già in possesso dell'ente o emergenti da dichiarazioni precedenti; il contribuente tuttavia può dimostrare che l'atto non individua l'immobile in termini qualitativi/quantitativi diversi rispetto ai dati in possesso dell'ente per contestarne la fondatezza.
- La diversificazione tariffaria fra categorie (es. alberghi vs abitazioni) è legittima se fondata su un criterio tecnico-economico (maggiore capacità produttiva di rifiuti) e non è sindacabile dal giudice tributario se non in presenza di palese illogicità o sproporzione; il sindacato del giudice è limitato rispetto alla discrezionalità tecnica dell'ente.
- Il contribuente che contesta un avviso di pagamento ha l'onere di indicare in modo chiaro gli elementi contrari che smentiscono i dati riportati nell'avviso (es. errori di superficie, categorie, dati catastali) per consentire al giudice di verificare l'errore materiale o giuridico dell'ente.
- In caso di mancata indicazione di dati essenziali tali da non permettere l'individuazione certa dell'immobile o della pretesa (es. assenza totale di elementi identificativi o discordanza rispetto alla dichiarazione), il ricorso può trovare accoglimento; la valutazione è fattuale e dipende dalla completezza degli elementi presenti nell'avviso.
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