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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31846/2025 del 05/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La lite origina da due avvisi di accertamento IVA relativi agli anni d’imposta 2009 e 2010 emessi nei confronti di un consorzio di urbanizzazione. L’Ufficio contestava che il consorzio avesse ricevuto fatture passive da una società terza con addebito di IVA e avesse poi ribaltato i costi sui consorziati emettendo fatture senza IVA, operazione ritenuta non esente e quindi imponibile. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado aveva respinto l’appello dell’Agenzia, ritenendo sì illegittima l’esenzione applicata, ma applicabile il principio del legittimo affidamento per effetto del precedente rimborso IVA riconosciuto all’esito di controlli della Guardia di finanza e per il tempo trascorso prima degli accertamenti. L’Agenzia ricorre per cassazione deducendo, con il primo motivo, violazione dell’art. 10 della l. n. 212/2000 e delle norme IVA, sostenendo che il legittimo affidamento non era configurabile e, comunque, non poteva incidere sulla debenza del tributo ma al più sulle sanzioni; inoltre censura l’affermazione secondo cui il comportamento del consorzio non avrebbe arrecato danno. Con il secondo motivo deduce nullità della sentenza per motivazione apparente e contraddittoria, per avere il giudice tributario confermato la correttezza sostanziale della ripresa ma poi annullato gli accertamenti invocando l’affidamento senza adeguata motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione accoglie il primo motivo di ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ritenendo erronea la decisione di merito nella parte in cui ha riconosciuto la tutela del legittimo affidamento al contribuente. La Corte afferma che tale tutela non può fondarsi sulla mera illegittimità o erroneità del comportamento dell’Amministrazione, né sul solo decorso del tempo o sulla passiva condotta dell’Ufficio, e che nel caso concreto mancavano elementi concreti idonei a ingenerare un affidamento incolpevole: il consorzio, infatti, aveva tenuto un comportamento non coerente tra fatture attive e passive, mostrando consapevolezza dell’insussistenza dei presupposti dell’esenzione; inoltre l’Amministrazione conserva autonomi poteri di accertamento e la condotta dell’Ufficio era stata coerente con successivi accertamenti. La Corte rileva anche che il pregiudizio derivante dall’operazione non è escluso dalla mancanza di un danno erariale, essendo insito nell’alterazione del meccanismo di detrazione e rivalsa dell’IVA. Il secondo motivo resta assorbito. La sentenza impugnata è cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado delle Marche, in diversa composizione, per nuovo esame e per le spese.

Norme richiamate

  • art. 10 l. 27 luglio 2000, n. 212

    La tutela dell’affidamento incolpevole del contribuente costituisce principio generale dell’ordinamento tributario, ma non può fondarsi sulla sola illegittimità o erroneità dell’atto amministrativo; richiede presupposti concreti e, nei casi richiamati dalla giurisprudenza, incide di regola sulle sanzioni e non sulla debenza dell’imposta.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato come base costituzionale del principio di tutela dell’affidamento nel diritto tributario.

  • art. 23 Cost.

    Richiamato come base costituzionale del principio di tutela dell’affidamento nel diritto tributario.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato come base costituzionale del principio di tutela dell’affidamento nel diritto tributario.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato come base costituzionale del principio di tutela dell’affidamento nel diritto tributario.

  • art. 3 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Richiamato tra le norme IVA per sostenere l’erroneità dell’esenzione applicata alle fatture del consorzio.

  • art. 9 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Richiamato tra le norme IVA per sostenere l’erroneità dell’esenzione applicata alle fatture del consorzio.

  • art. 54-bis d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Richiamato tra le norme IVA per sostenere il potere di controllo e accertamento dell’Amministrazione.

  • art. 36, comma 2, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Invocato nel secondo motivo come parametro della motivazione della sentenza tributaria di appello.

  • art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.

    Invocato nel secondo motivo per denunciare la pretesa motivazione apparente o contraddittoria della sentenza impugnata.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale richiamata come parametro del primo motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Norma processuale richiamata come parametro del secondo motivo di ricorso per nullità della sentenza.

Massime di principio

  • Nel diritto tributario, la tutela del legittimo affidamento del contribuente richiede elementi concreti e specifici che rendano ragionevole la fiducia nella correttezza dell’operato amministrativo; non basta la mera illegittimità dell’atto dell’Amministrazione o il semplice decorso del tempo.
  • L’affidamento tutelabile non può essere invocato per ottenere un vantaggio indebito né per paralizzare il potere autonomo dell’Amministrazione finanziaria di accertare l’imposta dovuta.
  • Un comportamento passivo dell’Amministrazione, o un precedente rimborso effettuato all’esito di controlli, non sono di per sé sufficienti a fondare un affidamento incolpevole se mancano assicurazioni precise, coerenti e affidabili dell’ente e se la condotta del contribuente è incompatibile con la buona fede.
  • In materia IVA, l’assenza di un danno erariale non esclude il rilievo della violazione, poiché il pregiudizio può consistere nell’alterazione del meccanismo di rivalsa e detrazione dell’imposta.
  • La tutela dell’affidamento, ove configurabile, non incide automaticamente sulla debenza del tributo, ma può operare, secondo l’orientamento richiamato, soprattutto sul piano sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiBuona fede e correttezzaTutela del legittimo affidamentoOnere della prova

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