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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13345/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il procedimento trae origine da una richiesta (17/12/2021) della Procura di Genova di sequestro inaudita altera parte e successiva confisca di prevenzione nei confronti di Artur MARASHI. Il Tribunale di Genova, con decreto del 18/02/2022, ha rigettato la richiesta per mancati presupposti. Il Pubblico Ministero ha proposto appello contro il rigetto. La Corte d'appello ha dichiarato la nullità del decreto di rigetto per violazione del contraddittorio previsto dagli artt. 7 e 23 del d.lgs. 159/2011 e ha rimesso le parti al Tribunale per nuovo esame. MARASHI ha impugnato in Cassazione il decreto della Corte d'appello: con il primo motivo deduce violazioni procedurali (art. 23, comma 1 e art. 7, comma 9 d.lgs. 159/2011; artt. 568 e 666 c.p.p.), censurando la conversione/ammissibilità dell'appello del PM e la procedura de plano; con il secondo motivo contesta la carenza di specificità dell'atto di appello del Pubblico Ministero (indeterminatezza circa se si chiedesse solo sequestro o anche confisca) e la mancata verifica della conformità dell'appello agli artt. 581 e 591 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse: la decisione impugnata (nullità del decreto di rigetto e rinvio per nuovo esame) non lede concretamente il ricorrente, che avrà l'occasione di esercitare la difesa nel nuovo giudizio davanti al Tribunale. Per tali ragioni il ricorso non mira a rimuovere un pregiudizio effettivo. Conseguentemente la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. 169/2011 art. 1, art. 4

    Definisce la qualificazione della "persona pericolosa" e i presupposti soggettivi per misure di prevenzione; usato per qualificare MARASHI come persona pericolosa ai fini della richiesta di confisca di prevenzione

  • d.lgs. 159/2011 art. 23, comma 1

    Regola il procedimento per le misure di prevenzione patrimoniali e rinvia, se compatibili, alle disposizioni del titolo I capo II sezione I; impone l'osservanza del contraddittorio nel procedimento

  • d.lgs. 159/2011 art. 7, comma 7 e comma 9

    "Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nell'art. 666 del codice di procedura penale"

    Stabilisce il richiamo alle norme del codice di procedura penale (art. 666 c.p.p.) per quanto non disciplinato dal d.lgs.; sancisce l'esigenza del contraddittorio ove previsto

  • cod. proc. pen. art. 666, comma 2

    Regola la procedura de plano per alcune decisioni; la difesa ha contestato l'uso di questa procedura da parte del Tribunale, ma la Corte ha ritenuto che l'annullamento per difetto del contraddittorio fosse corretto

  • cod. proc. pen. art. 568

    Disciplina l'impugnazione davanti alla Corte di Cassazione; richiede un interesse concreto all'impugnazione come condizione di ammissibilità

  • cod. proc. pen. art. 178, lett. b) e c)

    Norme che si riferiscono a ipotesi di nullità; invocate in relazione alla dichiarazione di nullità del decreto di rigetto per violazione del contraddittorio

  • cod. proc. pen. art. 581, comma 1, lett. c) e art. 591, comma 1, lett. c)

    Norme che indicano i contenuti minimi del ricorso o atto di impugnazione (specificità delle censure); la difesa aveva denunciato aspecificità dell'appello del PM rispetto alla misura richiesta

  • cod. proc. pen. art. 616

    Prevede l'imposizione delle spese del procedimento e sanzioni pecuniarie in caso di condanna per l'inammissibilità od esito dell'impugnazione; applicata per condannare il ricorrente al pagamento di €3.000 alla Cassa delle Ammende

  • cod. proc. pen. art. 568, comma 4

    Richiama la nozione di interesse concreto all'impugnazione quale condizione di ammissibilità; la Corte l'ha applicata per ritenere il ricorso inammissibile

Massime di principio

  • La mancata instaurazione del contraddittorio in procedimenti di misure di prevenzione patrimoniale può determinare la nullità del provvedimento emesso inaudita altera parte; tale nullità legittima il rimando per nuovo esame, senza colpire definitivamente la posizione dell'interessato
  • Per essere ammissibile in Cassazione l'impugnazione deve perseguire un interesse concreto, ossia rimuovere un pregiudizio effettivo: se la pronuncia impugnata comporta solo una rettifica formale o un rinvio che consente al ricorrente di esercitare nuovamente le difese, può mancare l'interesse e il ricorso risultare inammissibile
  • Le doglianze sulla carenza di specificità dell'atto di impugnazione (ad esempio, non chiarire quale misura si richiede) sono rilevanti e possono essere esaminate dal giudice di merito; tuttavia la sussistenza di un vizio procedurale grave (mancato contraddittorio) prevale e porta alla nullità dell'atto impugnato
  • La conversione di strumenti impugnatori o la scelta del rimedio processuale errato può essere contestata, ma la valutazione di ammissibilità e di eventuale abuso dipende dal concreto pregiudizio derivante al ricorrente e dal contenuto dell'atto impugnato
  • La presentazione di impugnazioni prive di interesse concreto può comportare condanna alle spese e sanzioni (es. versamento alla Cassa delle Ammende) se il giudice ravvisa profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

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