Cassazione Penale, Sentenza n. 39708/2024 del 29/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 13/12/2023 del Tribunale di Trieste che, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva rigettato l'istanza del ricorrente volta al riconoscimento della continuazione tra tre sentenze (applicazione pena ex art. 444 c.p.p. n. 2197/21 per art. 336 c.p.; sentenza n. 2236/21 per artt. 635 e 337 c.p.; sentenza n. 523/21 per artt. 337, 582, 585 c.p.), relative a fatti occorsi tra il 6 e il 31 marzo 2020 in carcere. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo l'esistenza di un medesimo disegno criminoso alla base dei reati per la loro analogia, la brevità del periodo temporale, l'identità del luogo (carcere) e modalità esecutive simili.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso come infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha confermato la decisione del Tribunale di Trieste: pur riconoscendo l'omogeneità dei reati, la contiguità spazio-temporale e l'identità del luogo, la Corte ha ritenuto che mancasse prova di un 'medesimo disegno criminoso' programmato al momento del primo fatto. Gli episodi sono stati qualificati come condotte estemporanee e reattive (insofferenza per la detenzione, contrasti con medici o agenti), cioè cause scatenanti autonome e non espressione di un programma criminoso unitario.
Norme richiamate
codice penale - art. 336
Articolo indicato come fattispecie contestata in una delle sentenze; non oggetto di specifica interpretazione sul tema della continuazione nella motivazione riportata.
codice penale - art. 337
Articolo richiamato tra le fattispecie giudicate; la Corte non ha ritenuto che la mera ripetizione di reati di analoga natura comporti automaticamente il riconoscimento della continuazione.
codice penale - art. 582
Articolo relativo a lesioni, citato come uno dei reati per i quali è stata pronunciata sentenza; utilizzato solamente per descrivere l'oggetto dei procedimenti collegati.
codice penale - art. 585
Articolo relativo a lesioni aggravate citato tra i reati; non è stata operata una specifica interpretazione normativa su tale norma rispetto alla continuazione.
codice di procedura penale - art. 444 c.p.p.
Richiamato perché una delle sentenze era pronunciata mediante applicazione della pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p.; la circostanza costituisce il dato formale della sentenza ma non incide sulla valutazione della continuazione.
principio giurisprudenziale sulla continuazione
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo) e Sez. 1, n. 34502 del 02/07/2015 (Bordoni)
La continuazione richiede la prova che i reati successivi fossero programmati, almeno nelle linee essenziali, al momento della commissione del primo reato. Omogeneità delle violazioni e contiguità spazio-temporale sono indici utili ma non sufficienti; occorre accertare un 'programma criminoso' o una deliberazione di fondo che leghi le azioni.
Massime di principio
- Per il riconoscimento della continuazione è necessario dimostrare che, al momento del primo fatto, i successivi fossero già programmati almeno nelle linee principali; indizi di analogia e prossimità spazio-temporale non bastano da soli.
- Reati commessi per reazioni estemporanee a situazioni contingenti (es. contrasti con personale sanitario o di polizia penitenziaria) alimentano la causa scatenante ma non costituiscono di per sé prova di un disegno criminoso unitario.
- In sede di esecuzione valgono gli stessi criteri rigorosi del giudizio di cognizione: il giudice deve effettuare una verifica approfondita e motivata sull'esistenza di un programma criminoso.
- La mera coincidenza del luogo (es. carcere) e la brevità dell'arco temporale tra episodi non determinano automaticamente l'unificazione delle pene per continuazione; occorrono elementi probatori di una pianificazione o finalità unitaria.
- Quando si vuole contestare la non riconducibilità degli episodi a un unico disegno criminoso, è utile documentare la natura reattiva e le diverse cause scatenanti di ciascun episodio (testimonianze, atti contestuali, concrete circostanze fattuali) per contrastare la presunzione di continuità.
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