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Sentenza

Sentenza del 28/07/2016 n. 614 - Corte di Giustizia CEE

- Rinvio pregiudiziale - Sistema comune dell'IVA - Direttiva 2006/112/CE - Articoli 167, 168, da 178 a come quello trattato nel procedimento principale 182, 193, 206, 242, 244, 250, 252 e 273 - Diritto a detrazione dell'IVA - Requisiti sostanziali - Requisiti formali - Termine di decadenza. - Norme nazionali che ostano al diritto di detrazione in caso di mancato assolvimento della maggior parte dei requisiti formali - Evasione fiscale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il sig. Astone contestava il mancato riconoscimento dell'IVA detraibile relativa a fatture passive pagate dalla società ma non registrate nella contabilità, sostenendo che tale detrazione avrebbe ridotto l'imposta evasa al di sotto della soglia di punibilità penale. La Corte doveva stabilire se il diritto dell'Unione ostasse a un termine nazionale di decadenza per esercitare la detrazione e al diniego della detrazione in presenza di gravi violazioni degli obblighi formali, quali omessa dichiarazione IVA, mancata tenuta dei registri contabili e omessa registrazione delle fatture.

La decisione

La Corte di giustizia ha stabilito che il diritto dell'Unione non impedisce agli Stati membri di fissare un termine di decadenza per l'esercizio della detrazione, purché siano rispettati i principi di equivalenza e di effettività; la verifica concreta spetta al giudice nazionale. Ha inoltre stabilito che, se il soggetto passivo viola fraudolentemente la maggior parte degli obblighi formali necessari per il controllo dell'IVA, l'amministrazione può negare il diritto alla detrazione. Il giudice del rinvio deve accertare la sussistenza della condotta fraudolenta e decidere sulle conseguenze penali. La Corte non ha pronunciato direttamente l'assoluzione o la condanna del sig. Astone.

Norme richiamate

  • Direttiva 2006/112/CE, articoli 167 e 168

    Il diritto a detrazione sorge quando l'imposta detraibile diventa esigibile; il soggetto passivo può detrarre l'IVA dovuta o assolta sugli acquisti utilizzati per operazioni soggette a imposta.

    Il diritto alla detrazione è un principio fondamentale e, in linea generale, non può essere limitato quando sono soddisfatti i requisiti sostanziali.

  • Direttiva 2006/112/CE, articoli 178, 179, 180 e 182

    Gli Stati membri possono autorizzare una detrazione non effettuata conformemente alle modalità ordinarie, determinandone condizioni e modalità.

    Gli Stati membri possono disciplinare le modalità formali e prevedere termini di decadenza, purché rispettino equivalenza ed effettività.

  • Direttiva 2006/112/CE, articoli 193, 206, 242, 244, 250, 252 e 273

    Gli Stati membri possono stabilire altri obblighi necessari ad assicurare l'esatta riscossione dell'IVA e ad evitare le evasioni.

    Gli obblighi di pagamento, contabilità, conservazione delle fatture e dichiarazione sono legittimi strumenti di controllo, ma non possono essere utilizzati sistematicamente per negare detrazioni in assenza di frode.

  • D.P.R. n. 633/1972, articolo 19

    Il diritto alla detrazione può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto.

    Il termine biennale è compatibile con il diritto dell'Unione in linea di principio, salvo verifica del rispetto dei principi di equivalenza ed effettività.

  • D.P.R. n. 633/1972, articoli 25 e 39

    Le fatture devono essere numerate, registrate e conservate secondo le modalità previste dalla normativa fiscale.

    Gli obblighi di registrazione e conservazione sono requisiti formali; la loro violazione non comporta automaticamente la perdita della detrazione, ma può giustificarla quando impedisce la prova dei requisiti sostanziali o dimostra una frode.

  • D.Lgs. n. 74/2000, articolo 5

    È punito chi, al fine di evadere l'IVA, non presenta la dichiarazione annuale quando l'imposta evasa supera la soglia prevista dalla legge.

    Ai fini della soglia penale, il giudice nazionale deve determinare l'imposta effettivamente evasa applicando correttamente le regole sulla detrazione, tenendo però conto del possibile carattere fraudolento della condotta.

Massime di principio

  • Il diritto alla detrazione IVA non può essere negato per una semplice irregolarità formale se i requisiti sostanziali sono dimostrati e l'amministrazione può verificare l'operazione.
  • Uno Stato membro può stabilire un termine di decadenza per la detrazione, purché il termine sia ragionevole, non discriminatorio rispetto a diritti analoghi e non renda eccessivamente difficile l'esercizio del diritto.
  • La mancata detrazione può essere legittima quando le violazioni formali impediscono di provare l'effettività dell'operazione oppure risultano parte di una condotta fraudolenta.
  • La frode deve essere dimostrata mediante elementi oggettivi dall'amministrazione; non è sufficiente invocare genericamente la mancata registrazione di una fattura.
  • La violazione sistematica di più obblighi, come omessa dichiarazione, mancata contabilità e mancata registrazione delle fatture, può costituire un forte indice di evasione commessa direttamente dal soggetto passivo.
  • Il principio di neutralità fiscale tutela il contribuente diligente, ma non può essere invocato da chi partecipa intenzionalmente a un'evasione o utilizza fraudolentemente il sistema IVA.

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