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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16495/2022 del 28/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva l'inosservanza e l'erronea applicazione dell'art. 274, lett. b) c.p.p., sostenendo che la Corte d'appello aveva fondato il pericolo di fuga unicamente sulla condizione di straniero e sull'assenza di legami stabili con il territorio, senza esplicitare i requisiti di attualità e concretezza del pericolo.

La decisione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che l'ordinanza della Corte d'appello avesse adeguatamente motivato la sussistenza del pericolo di fuga in base a elementi concreti: dichiarazioni dell'estradando di trovarsi soltanto di passaggio in Italia e di non avere legami affettivi o lavorativi, il fatto che i reati siano stati commessi in Marocco (che ha chiesto l'estradizione), la successiva istanza di arresti domiciliari presso l'abitazione di una persona con cui non risultano rapporti pregressi, la capacità dell'estradando di spostarsi rapidamente tra Paesi europei ed extraeuropei e l'assenza di incompatibilità del suo stato di salute con il regime carcerario. Conseguentemente la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p. e ha disposto gli adempimenti di cancelleria previsti dagli artt. 94, comma 1-ter e 203 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274, lett. b) cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per valutare il pericolo di fuga come motivo per la carcerazione cautelare; la Corte ha ritenuto che l'appartenenza alla categoria degli stranieri e l'assenza di legami territoriali possano concorrere a fondare il pericolo di fuga purché supportati da elementi concreti e attuali (dichiarazioni dell'estradando, richiesta di estradizione, modalità di spostamento).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in cassazione; applicata per addebitare le spese al ricorrente.

  • art. 94, comma 1-ter cod. proc. pen. (adempimenti di cancelleria)

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti amministrativi successivi alla decisione della Corte; la cancelleria deve espletare le formalità previste.

  • art. 203 disp. att. cod. proc. pen. (adempimenti di cancelleria)

    Richiamata per le disposizioni attuative relative alle notifiche e agli adempimenti esecutivi a seguito del provvedimento della Corte.

Massime di principio

  • La sola qualità di straniero e la mancanza di legami territoriali non sono automaticamente insufficienti: valgono come elementi probatori del pericolo di fuga se corredati da fatti concreti e attuali (dichiarazioni, richieste di estradizione, comportamenti).
  • Le dichiarazioni dell'imputato/estradando circa l'essere "di passaggio" possono essere valutate negativamente se non supportate da elementi che dimostrino legami effettivi con il territorio.
  • La richiesta di detenzione domiciliare presso l'abitazione di una persona con cui non esistono rapporti pregressi è un elemento che può indebolire la credibilità di un'istanza alternativa alla carcerazione.
  • La circostanza che i reati siano commessi all'estero e che vi sia una richiesta di estradizione costituisce un forte indizio del rischio di fuga e giustifica misure cautelari rigorose se non smentita da elementi concreti.
  • La mobilità internazionale del soggetto (capacità di rapidi spostamenti fra Paesi) è rilevante nella valutazione del pericolo di fuga.
  • Le contestazioni in Cassazione che non confutino in modo specifico e motivato i fatti posti a base della valutazione del pericolo di fuga difficilmente avranno esito favorevole; il rigetto comporta conseguenze economiche (spese) per il ricorrente.

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