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Ordinanza

Ordinanza n. 1709/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del Nulla Osta - istanza P-NA/L/Q/2022/102452 al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Napoli in data 11/03/2025, ma regolarmente notificato solo in data 03/04/2026, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202603298

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato relativo a una procedura di primo ingresso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato adottata dalla Prefettura di Napoli, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto, tra l'altro, il difetto di partecipazione procedimentale. Il TAR ha rilevato che il preavviso era stato comunicato all'indirizzo PEC utilizzato per la richiesta di convocazione nella procedura di primo ingresso. Ha inoltre considerato che il ricorrente non aveva prodotto elementi idonei a contrastare le deduzioni dell'amministrazione circa l'inesistenza dei presupposti normativi che condizionavano, all'epoca, la presentazione dell'istanza da parte del datore di lavoro originario. Infine, il nuovo rapporto di lavoro con altro datore era stato comunicato tramite dichiarazione Unilav solo successivamente all'adozione della revoca.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo non assistite da adeguato fumus le censure proposte. In particolare, ha escluso, allo stato degli atti, la fondatezza della doglianza relativa alla partecipazione procedimentale, poiché il preavviso risultava inviato alla PEC utilizzata nell'ambito della procedura. Ha inoltre valorizzato la mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, di elementi idonei a superare le contestazioni amministrative sull'assenza dei presupposti normativi originari dell'istanza. La comunicazione del nuovo rapporto di lavoro è stata ritenuta successiva alla revoca e, pertanto, non idonea a incidere sulla valutazione cautelare della legittimità dell'atto adottato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata respinta per l'insussistenza dei presupposti cautelari, in particolare per la ritenuta carenza di fondatezza delle censure.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la doglianza di omessa partecipazione procedimentale non presenta fumus quando dagli atti risulta che il preavviso è stato comunicato all'indirizzo PEC utilizzato dall'interessato nell'ambito della stessa procedura amministrativa.
  • La contestazione cautelare di un provvedimento amministrativo richiede che il ricorrente fornisca elementi idonei a contrastare le deduzioni dell'amministrazione sull'assenza dei presupposti normativi dell'istanza originaria.
  • La comunicazione di un nuovo rapporto di lavoro effettuata dopo l'adozione della revoca di un nulla osta non incide, in sede cautelare, sulla legittimità dell'atto già adottato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivoTutela cautelare

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