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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32308/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) vizio di motivazione, perché la Corte d'appello aveva ritenuto ingiustificato il mancato ricorso allo sconto bancario e alla transazione fiscale e aveva escluso una causa scriminante per la continuazione dell'attività d'impresa nonostante la crisi di liquidità; 2) violazione di legge con riguardo all'elemento soggettivo, in particolare sulla prevedibilità della crisi nell'anno d'imposta contestato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo, ritenendo che la motivazione della Corte territoriale fosse disancorata dalle risultanze e avesse valutato congetturamente le giustificazioni offerte dall'imputato. Tuttavia, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si era estinto per prescrizione il 27/06/2021 (l'art. 17 d.lgs. 74/2000 non prevede l'allungamento dei termini di prescrizione per la fattispecie dell'art. 10-ter). Il secondo motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000

    Fattispecie per la quale l'imputato era stato condannato; nel caso di specie la disciplina non consente un allungamento dei termini di prescrizione per questa specifica fattispecie

  • art. 17 d.lgs. n. 74 del 2000

    Regola la prescrizione/estinzione del reato nelle ipotesi previste dal decreto; la Corte ha ritenuto che non operi un prolungamento dei termini di prescrizione per l'art. 10-ter, portando all'estinzione del reato

  • Cass. Sez. 3, n. 23796 del 21/03/2019 (Minardi)

    Giurisprudenza richiamata che afferma che la crisi di liquidità non esclude automaticamente la colpevolezza del contribuente salvo dimostrazione che siano state adottate tutte le iniziative per provvedere al pagamento; implica l'onere di verificare concretamente le misure adottate dall'imprenditore

  • Cass., Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)

    Principio secondo cui, quando è intervenuta una causa di estinzione del reato, i vizi di motivazione della sentenza impugnata non possono essere valutati in sede di legittimità perché il giudice del rinvio sarebbe comunque obbligato a dichiarare immediatamente l'estinzione

Massime di principio

  • La continuazione dell'attività d'impresa in presenza di crisi di liquidità non esclude automaticamente l'elemento soggettivo del reato: il giudice deve verificare concretamente se il contribuente abbia adottato tutte le iniziative ragionevoli (es. ricorso a sconti bancari, transazioni fiscali, richieste di dilazione) per adempiere agli obblighi tributari
  • La documentazione di ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione o l'utilizzo dei redditi d'impresa per far fronte a debiti tributari pregressi sono elementi rilevanti che il giudice deve valutare prima di concludere per la colpevolezza
  • Se la motivazione della sentenza di merito è stereotipata o non confronta adeguatamente le prove offerte dalla difesa, il vizio può essere fondato e comportare annullamento con rinvio; tuttavia se nel frattempo è intervenuta l'estinzione del reato per prescrizione la Cassazione può annullare senza rinvio
  • In caso di contestazione sull'elemento soggettivo (prevedibilità della crisi), la parte deve fornire elementi concreti che dimostrino l'imprevedibilità o l'impossibilità di far fronte ai debiti nel periodo rilevante; altrimenti la giurisprudenza può ritenere insufficiente la sola crisi di liquidità
  • Quando si valuta la strategia difensiva in materia tributaria, è utile documentare tempestivamente le iniziative intraprese (richieste di dilazione, contatti con istituti di credito, evidenze dei ritardi di pagamento da parte di terzi) per evitare che la Corte addebiti colpa per omissione di iniziative

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