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Sentenza

Sentenza n. 2436/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202401745

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: liquidazione del trattamento di fine servizio senza inclusione dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, già appartenente alla Polizia di Stato, cessato dal servizio per quiescenza a domanda il 30 aprile 2024, all’età di 57 anni e con 43 anni di servizio utile, ha chiesto l’accertamento del diritto alla rideterminazione del trattamento di fine servizio mediante inclusione dei sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987, nonché la condanna dell’INPS al pagamento delle differenze economiche, oltre interessi e rivalutazione. Ha dedotto che l’Istituto, nella liquidazione dell’indennità di buonuscita, non aveva computato il beneficio nonostante il possesso dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo consolidato l’orientamento secondo cui il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta anche al personale della Polizia di Stato collocato in quiescenza a domanda, purché abbia compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile. La cessazione a domanda non costituisce quindi causa ostativa. Il Collegio ha inoltre ritenuto che il termine del 30 giugno previsto dal comma 2 dell’art. 6-bis non abbia natura decadenziale, ma rilevi esclusivamente ai fini della decorrenza del collocamento a riposo. Poiché il ricorrente possedeva 57 anni di età e 43 anni di servizio utile, il giudice ha accertato il diritto alla rideterminazione del trattamento di fine servizio, condannando l’INPS alla riliquidazione e al pagamento delle differenze maturate, detratto quanto eventualmente già percepito, oltre interessi legali e rivalutazione nei limiti dell’art. 22, comma 36, della legge n. 724/1994. L’INPS è stato altresì condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 2.000, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se dovuto e versato.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987, convertito dalla l. n. 472/1987

    beneficio dei sei scatti stipendiali

    Il beneficio si applica anche al personale della Polizia di Stato collocato in quiescenza a domanda, purché abbia compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile; la cessazione a domanda non è ostativa. Il termine del 30 giugno previsto dal comma 2 non ha natura decadenziale, ma incide soltanto sulla decorrenza del collocamento a riposo.

  • art. 21, comma 1, l. n. 232/1990

    È richiamato quale disposizione introduttiva del beneficio dei sei scatti stipendiali nell’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    Limita la corresponsione di interessi e rivalutazione monetaria sulle differenze dovute a titolo di trattamento di fine servizio.

Massime di principio

  • Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta anche al personale della Polizia di Stato collocato in quiescenza a domanda, quando siano posseduti i requisiti di almeno 55 anni di età e 35 anni di servizio utile.
  • La cessazione dal servizio a domanda non costituisce, di per sé, causa ostativa al riconoscimento dei sei scatti stipendiali ai fini della determinazione del trattamento di fine servizio.
  • Il termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987 non è un termine decadenziale per l’esercizio del diritto al beneficio, ma opera esclusivamente ai fini della decorrenza del collocamento a riposo.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenziale
RamiPubblico impiego e concorsi

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