Cassazione Penale, Sentenza n. 32331/2022 del 02/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha respinto il riesame del sequestro preventivo a fini di confisca relativo a un immobile e collegato ad un decreto di sequestro per il reato di indebita compensazione ex art. 10-quater d.lgs. 74/2000. Ha articolato tre motivi: (1) doglianza di diritto sostenendo che l'art. 10-quater sarebbe applicabile soltanto a debiti tributari (imposte dirette e IVA) e non ai debiti per contributi previdenziali/assistenziali; (2) censura sulla carenza di motivazione circa il fumus commissi delicti, denunciando che il credito per ricerca e sviluppo usato in compensazione era effettivo e che sarebbe stato necessario acquisire il parere del Ministero dello Sviluppo Economico per verificarne l'esistenza; (3) censura sulla apparente motivazione del periculum in mora, contestando che la vendita delle quote societarie alla Tecnosystem non fosse operazione dispersiva, che il pagamento del prezzo fosse effettivo e che non sussistessero atti di depauperamento patrimoniale.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. Sul primo punto ha aderito all'orientamento maggioritario secondo cui l'art. 10-quater punisce l'indebita compensazione ogniqualvolta l'omesso versamento riguardi debiti per i quali si utilizza il modello di versamento unitario, includendo quindi anche contributi previdenziali/assistenziali quando compensati con crediti inesistenti. Ha altresì affermato che l'art. 13 (cause di non punibilità) non impedisce tale estensione interpretativa. Sul secondo punto ha ritenuto che il giudice penale abbia correttamente motivato il fumus, avendo indicato elementi di polizia giudiziaria che rendono palesemente incongrua l'effettività del credito R&S e che non esiste una riserva amministrativa che vincoli il giudice penale alla acquisizione preventiva del parere ministeriale. Sul terzo punto ha confermato la sussistenza del periculum in mora: ha richiamato la vendita delle quote avvenuta durante il procedimento a soggetto collegato, la scarsa liquidità sul conto della società alla data del sequestro e la possibilità che tali atti rendano difficoltoso il recupero del profitto del reato. Di conseguenza il sequestro è stato ritenuto legittimo e il ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
art. 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000
Interpretato in senso estensivo: disciplina l'indebita compensazione quando l'omesso versamento riguarda debiti per i quali si utilizza il modello di versamento unitario, includendo debiti tributari e contributivi/assistenziali se compensati con crediti inesistenti
art. 17 d.lgs. n. 241 del 1997
Disciplina il meccanismo di compensazione e considera utilizzabile il modello di versamento unitario anche per compensare imposte con contributi previdenziali/assistenziali; supporta l'applicazione dell'art. 10-quater ai casi misti
art. 13 d.lgs. n. 74 del 2000
La causa di non punibilità per pagamento integrale non impedisce l'applicazione estensiva dell'art. 10-quater; non costituisce un limite alla nozione di "somme dovute" usata dalla norma penale
art. 10-bis e art. 11, comma 2 d.lgs. n. 74 del 2000
Richiamati nell'analisi ma non ostativi all'interpretazione estensiva dell'art. 10-quater; riguardano ambiti tributari specifici e non escludono l'applicazione ai contributi quando il modello di versamento unitario è utilizzato
art. 3, comma 12 d.l. n. 145 del 2013 e art. 8 D.M. 27 maggio 2015
Prevedono controlli amministrativi sull'effettività dei crediti R&S in sede fiscale/amministrativa, ma non costituiscono una riserva che impedisca al giudice penale di accertare l'inesistenza del credito
artt. 321, comma 1 e 125, comma 3 c.p.p.
Richiamati in relazione all'obbligo di motivazione del provvedimento di riesame e del sequestro; la Corte ha ritenuto che la motivazione fosse adeguata
artt. 2, 3 e 479 c.p.p.
Richiamati per sottolineare l'autonomia e l'ampiezza dei poteri decisori del giudice penale anche su questioni con profili pregiudiziali amministrativi o civili
Massime di principio
- L'art. 10-quater d.lgs. 74/2000 va interpretato tenendo conto del meccanismo di versamento unitario: l'indebita compensazione è perseguibile anche quando il credito inesistente è compensato con debiti previdenziali/assistenziali, se la compensazione influisce sull'incasso di imposte dirette o IVA
- La presenza di una procedura amministrativa (controlli MISE su crediti R&S) non vincola il giudice penale: quest'ultimo può valutare autonomamente l'effettività del credito sulla base degli elementi d'indagine penale
- Per provare l'inesistenza del credito compensato il pubblico ministero e il giudice possono utilizzare elementi di polizia giudiziaria (mancanza di documentazione, incongruenze tecniche, assenza di tracce operative); la difesa deve proporre e documentare elementi fattuali concreti per confutare tale ricostruzione
- Il periculum in mora per il sequestro può essere fondato su atti di trasferimento/cessione di quote avvenuti dopo l'avvio degli accertamenti, su scarsa liquidità della società beneficiaria e su collegamenti societari tra venditori e acquirenti; la mera produzione di report sulla solidità dell'acquirente può non essere sufficiente a vanificare il pericolo di dispersione se sussistono altri indizi
- In situazioni analoghe, la strategia difensiva efficace comprende: documentare puntualmente l'effettività delle attività alla base del credito (progetti, deliverable, corrispondenza tecnica e amministrativa), produrre prove di pagamento e della genuinità delle operazioni di cessione (ricevute, flussi finanziari), dimostrare l'autonomia e la solvibilità dell'acquirente, e valorizzare tempestivamente qualsiasi elemento che contraddica il quadro indiziario raccolto dalla P.G.
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