Cassazione Penale, Sentenza n. 42553/2022 del 09/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale relativa a una pena di 3 anni e 6 mesi per detenzione di ingente quantitativo di hashish. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che il Tribunale avrebbe erroneamente fatto riferimento a una ulteriore pendenza a lui attribuita per errore, e che il provvedimento avrebbe trascurato i positivi esiti dell'indagine socio-ambientale e il buon comportamento tenuto in detenzione e in regime domiciliare
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia motivato adeguatamente il diniego dell'affidamento facendo leva sulla gravità del reato, sul collegamento dell'autore con ambienti criminali e sull'assenza di elementi probatori sufficienti circa una genuina presa di coscienza e l'avvio del processo di emenda. La Corte ha inoltre osservato che l'errata menzione di una pendenza estranea è incidentale e a mero titolo abundenziam e non incide sulle ragioni decisive del rigetto. Infine, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, primo periodo, c.p.p.
Norme richiamate
art. 47 legge 26 luglio 1975, n. 354
L'affidamento in prova è misura alternativa finalizzata alla rieducazione; la valutazione prognostica deve considerare anche la condotta successiva al reato e l'evoluzione della personalità del condannato. Il giudice ha ampia discrezionalità, purché la decisione sia adeguatamente motivata
art. 616, comma 1, primo periodo, cod. proc. pen.
La soccombenza nel giudizio di legittimità comporta la condanna alle spese processuali secondo le previsioni dell'articolo
Massime di principio
- La decisione sul concedere l'affidamento in prova si fonda su una prognosi positiva di rieducazione che valuta gravità del reato, precedenti e condotta successiva; non è sufficiente il buon comportamento carcerario se non emerge un avviato processo di emenda
- Errori formali o menzioni incidentali a carico del ricorrente non inficiano il provvedimento se esistono, a monte, ragioni autonome e ben motivate per il rigetto
- La relazione socio-ambientale positiva è un elemento rilevante ma non necessariamente decisivo: deve dimostrare la consapevolezza del disvalore del fatto e l'avvio di un percorso rieducativo concreto
- Spetta al giudice di merito valutare l'idoneità delle misure alternative; tale apprezzamento è sindacabile in Cassazione solo se privo di adeguata motivazione o manifestamente illogico
- In presenza di reati gravi e di collegamenti con ambienti criminali la richiesta di affidamento può essere respinta fino a quando non emergano elementi chiari di ravvedimento, talvolta dopo sperimentazione mediante permessi premio
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