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Sentenza

Sentenza n. 880/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione, - dell'ordinanza 5 ottobre 2020 n. 35, avente ad oggetto ingiunzione di demolizione, ai sensi dell'art. 31, comma 6, D.P.R. 380/2001, di un muro di contenimento del terreno realizzato in loc. Reggimonti, foglio 5, Mapp. 45, e foglio 1, mapp. 119 N.C.T., asseritamente realizzato al di sopra di un rio senza autorizzazione; - nonchè per l'annullamento del provvedimento 6 ottobre 2020 prot. 6266, di irrogazione della sanzione pecuniaria di € 619,74 per asserita esecuzione del muro in assenza dell'autorizzazione relativa al vincolo idrogeologico, ai sensi dell'art. 52 L.R. 4/1999, e di tutti gli atti presupposti, preparatori, conseguenti e connessi, nessuno escluso.

Giustizia amministrativa202100003

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di demolizione di un muro di contenimento e provvedimento di irrogazione di una sanzione pecuniaria per esecuzione dell'opera in assenza dell'autorizzazione relativa al vincolo idrogeologico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società agricola ha impugnato l'ordinanza comunale del 5 ottobre 2020, con cui era stata ingiunta la demolizione, ai sensi dell'art. 31, comma 6, d.P.R. 380/2001, di un muro di contenimento del terreno asseritamente realizzato sopra un rio senza autorizzazione, nonché il provvedimento del 6 ottobre 2020 di irrogazione della sanzione pecuniaria di 619,74 euro per la realizzazione del muro in assenza dell'autorizzazione relativa al vincolo idrogeologico, ai sensi dell'art. 52 l.r. 4/1999. Dal testo non risultano esposti o esaminati specifici motivi di legittimità, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione resa a verbale dal difensore della ricorrente, all'udienza del 4 giugno 2026, circa la sopravvenuta cessazione dell'interesse alla decisione. Ha pertanto dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità dell'ingiunzione di demolizione o della sanzione pecuniaria. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 6, d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale base normativa dell'ingiunzione di demolizione impugnata; il giudice non ne ha esaminato l'applicazione nel merito.

  • art. 52 l.r. 4/1999

    Richiamato quale base normativa della sanzione pecuniaria per l'esecuzione dell'opera in assenza dell'autorizzazione relativa al vincolo idrogeologico; il giudice non ne ha esaminato l'applicazione nel merito.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili; la decisione ha definito il giudizio senza esame del merito.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato con riferimento alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente relativa alla sopravvenuta cessazione dell'interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame dei motivi di merito.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, le spese di lite possono essere compensate quando il giudice ravvisi la peculiarità della vicenda.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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