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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49551/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Roma che aveva respinto l'istanza di rescissione del giudicato concernente la sentenza del Tribunale di Velletri del 3/10/2018 (divenuta irrevocabile il 25/12/2018). Il motivo principale era la presunta irregolarità della notificazione del decreto di citazione: il ricorrente sosteneva che la semplice elezione di domicilio non fosse sufficiente a provare la sua conoscenza del procedimento e che, all'udienza del 5/4/2017, risultava documentata l'assenza dell'imputato perché la cartolina era diretta alla coimputata convivente

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la notifica al domicilio dichiarato fosse regolare tramite la procedura della "compiuta giacenza": all'atto della mancata consegna è stato inserito avviso nella cassetta postale e inviata raccomandata; la coimputata convivente ha ritirato il plico, mentre per il ricorrente si è perfezionata la compiuta giacenza. La Corte ha ritenuto che il ritiro da parte della convivente dimostra l'idoneità del domicilio a ricevere notifiche e che il ricorrente non ha provato un'"incolpevole" mancata conoscenza del procedimento, condizione richiesta dall'art. 629-bis c.p.p. per la rescissione del giudicato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La norma richiede che per ottenere la rescissione del giudicato il ricorrente dimostri l'incolpevole mancata conoscenza della vocatio in ius; la Corte ha ritenuto che tale incolpevolezza non sia provata dalla sola compiuta giacenza della raccomandata al domicilio dichiarato

  • Giurisprudenza citata (Sez. 5, Sentenza n. 31992 del 05/03/2018 Rv. 273313 - 01)

    Sez. 5, Sentenza n. 31992 del 05/03/2018 Ud. (dep. 12/07/2018 ) Rv. 273313 - 01

    Richiama il principio che, pur essendo regolare la notifica tramite compiuta giacenza, la rinnovazione della citazione è necessaria quando sia certa la mancata effettiva conoscenza dell'imputato; tuttavia la compiuta giacenza di per sé non costituisce prova della mancata conoscenza

  • Regole sulla notifica postale (compiuta giacenza)

    La Corte ha applicato il principio secondo cui l'inserimento dell'avviso nella cassetta postale e la successiva mancata restituzione della raccomandata al mittente (compiuta giacenza) legittimano la conclusione di una regolare notifica al domicilio dichiarato, salvo prova contraria dell'effettiva impossibilità di conoscere l'atto

Massime di principio

  • La compiuta giacenza di una raccomandata al domicilio eletto è, di norma, idonea a considerare perfezionata la notificazione anche se il destinatario non l'ha personalmente ritirata
  • La mera elezione di domicilio e la circostanza che la raccomandata sia stata ritirata da un convivente supportano l'idea che il domicilio fosse idoneo a ricevere le notifiche e che la conoscenza dell'atto fosse possibile con la normale diligenza
  • Per ottenere la rescissione del giudicato ai sensi dell'art. 629-bis c.p.p. è necessario provare l'"incolpevole" mancata conoscenza del procedimento: non basta contestare la forma della notifica senza allegare fatti concreti che dimostrino l'effettiva impossibilità di conoscere l'atto
  • Se si vuol contestare la validità della notifica è opportuno allegare elementi specifici (es. documentazione che provi l'assenza prolungata, impossibilità materiale di accedere alla posta, deleghe o autorizzazioni insufficienti) che dimostrino che il destinatario non poteva aver avuto cognizione dell'atto
  • La pubblica autorità non è obbligata a rinnovare la citazione quando la notifica sia formalmente regolare; la rinnovazione è richiesta solo quando vi sia certezza della mancata conoscenza effettiva dell'imputato

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