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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19162/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso la custodia cautelare in carcere disposta per concorso in rapina aggravata, porto abusivo di arma e furto pluriaggravato. Il difensore ha dedotto violazione dell'art. 273 cod.proc.pen. lamentando l'assenza della soglia di gravità indiziaria: ha contestato l'uso attribuito al ricorrente dell'autovettura Fiat 600, ha sostenuto che il telefono intestato al Lungaro fosse abitualmente utilizzato dal coindagato Tinnirello (riducendo l'affidabilità dei tabulati), ha denunciato la mancanza di una individuazione certa dell'imputato e l'insufficienza delle evidenze tratte dai tabulati telefonici.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per genericità e aspecificità delle censure, rilevando che il difensore si è limitato a principi generali senza confrontarsi criticamente e puntualmente con la motivazione del Tribunale (che aveva indicato l'utilizzo dell'autovettura Fiat 600 di proprietà del ricorrente nelle fasi di commissione e di recupero, i molteplici contatti telefonici con il coindagato D'Agostino, la confutazione delle deduzioni difensive sull'uso del veicolo e del cellulare da parte di Tinnirello e la rilevanza dell'individuazione per il furto della Lancia Y). Viene confermato il giudizio di gravità indiziaria. Ricorso dichiarato inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende; invio alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod.proc.pen.

Norme richiamate

  • art. 273 cod.proc.pen.

    Norma che richiede la sussistenza della "gravità indiziaria" per l'applicazione delle misure cautelari; nel caso la gravità indiziaria è stata ritenuta raggiunta sulla base di elementi convergenti (uso del veicolo, contatti telefonici, riscontri di polizia, individuazione per il furto)

  • art. 616 cod.proc.pen.

    Norma applicata per le statuizioni conseguenti all'inammissibilità del ricorso (conseguenze processuali e sanzionatorie contro il ricorrente per ricorso infondato o inammissibile)

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod.proc.pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di trasmissione e comunicazione alla cancelleria successivi alla decisione

Massime di principio

  • Un ricorso per Cassazione è inammissibile se le censure sono generiche o non si confrontano puntualmente con la motivazione della decisione impugnata; occorre indicare specifiche parti dell'ordinanza contestata e spiegare criticamente perché la valutazione sarebbe errata
  • Per il mantenimento di una misura cautelare ai sensi dell'art. 273 cod.proc.pen. il giudice può motivare la gravità indiziaria facendo leva su elementi convergenti (uso di beni riconducibili all'indagato, riscontri dai tabulati telefonici, contatti con coindagati, individuazioni da parte delle forze di polizia); il difensore deve confutare tali elementi con riferimenti precisi e prove alternative
  • Contestazioni generiche del tipo "non c'è gravità indiziaria" senza una disamina puntuale dei singoli elementi probatori sono destinate a essere respinte per difetto di specificità
  • Nelle contestazioni sui tabulati telefonici o sull'uso di beni intestati, è utile proporre elementi probatori concreti (es. testimonianze, documenti che attestino l'uso abituale da parte di terzi, perizie tecniche) e indicare le pagine/passi dell'ordinanza che si ritengono viziati
  • Sfidare l'affidabilità di un'individuazione visiva richiede argomentazioni precise (contraddizioni nelle dichiarazioni, mancanza di condizioni favorevoli per una identificazione certa, elementi a discarico) e non può limitarsi ad affermazioni di principio

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