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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15921/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per tentata rapina denunciando: 1) errata applicazione della recidiva, contestata perché fondata solo sulla mera verifica dei precedenti penali senza accertare se la reiterazione fosse indice effettivo di riprovevolezza e pericolosità; 2) mancata concessione delle attenuanti generiche, nonostante si trattasse di un piccolo furto (due bottiglie, valore complessivo di €25,00), con minaccia non realizzata e immediata restituzione della merce, comportamento collaborativo con le forze dell'ordine e ammissione dell'addebito; dedotte altresì la remota antecedenza del precedente per furto e la condotta processuale corretta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia dato risposta espressa alle doglianze specifiche e rilevanti relative alla recidiva e alle attenuanti generiche, né risulti dalle motivazioni un rigetto espresso di tali deduzioni. Ha quindi annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione della recidiva e delle attenuanti generiche e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Brescia per un nuovo esame del punto, osservando i criteri di diritto indicati (necessità di risposta motivata a censure specifiche; possibilità di motivare per relationem solo se le questioni sono state già adeguatamente e compiutamente esaminate dal primo giudice).

Norme richiamate

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    La Corte ha considerato la valutazione sulla concedibilità dell'attenuante richiamando la circostanza che la minaccia era connessa a beni di modesto valore; tuttavia ha censurato la Corte d'appello per non aver risposto alle specifiche deduzioni difensive che chiedevano l'applicazione delle generiche.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Norma procedurale richiamata in relazione alla requisitoria del Procuratore Generale; nella decisione è citata come base formale del deposito della requisitoria a favore del rigetto del ricorso.

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 6779 del 18/12/2013, Rv. 259316

    Principio secondo cui il giudice d'appello può motivare per relationem quando l'appellante ripropone questioni già adeguatamente esaminate dal primo giudice o solleva critiche generiche; viceversa, deve rispondere espressamente a censure specifiche.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 6746 del 13/12/2018, Rv. 275500

    Conferma del principio che l'assenza di motivazione specifica sulle censure rilevanti può determinare vizio della decisione d'appello se le deduzioni non risultano implicitamente rigettate dalla motivazione complessiva.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 27825 del 22/05/2013, Rv. 256340

    Ulteriore richiamo al criterio secondo cui la sentenza d'appello non è censurabile in Cassazione quando il rigetto delle doglianze risulta dalla motivazione complessiva; distinto dal caso in esame, dove tale evidenza manca.

Massime di principio

  • Se il difensore solleva censure specifiche e rilevanti (es. errata valutazione della recidiva o omissione di attenuanti), la Corte d'appello è tenuta a trattarle e a rispondere espressamente; l'omessa risposta può determinare annullamento in Cassazione.
  • La recidiva non può essere applicata meccanicamente solo sulla base di precedenti penali: occorre valutare se la reiterazione attesti effettiva riprovevolezza e pericolosità sociale dell'imputato.
  • Le attenuanti generiche vanno valutate anche alla luce della modicità del fatto (valore dei beni), della immediata restituzione, della mancata consumazione della minaccia e del comportamento collaborativo dell'imputato; tali elementi possono giustificare la loro concessione o una rilevante riduzione della pena.
  • La Corte di legittimità ammette la motivazione per relationem solo quando la questione è già stata adeguatamente esaminata dal primo giudice; in caso contrario l'appello deve contenere una motivazione autonoma e puntuale.
  • In sede difensiva è essenziale formulare deduzioni specifiche e documentate circa la non pericolosità dell'imputato e la peculiarità del fatto per ottenere sindacato di legittimità favorevole.
  • Quando la motivazione d'appello contiene affermazioni generiche o formule di stile che non spiegano il rigetto delle censure, la decisione è vulnerabile a censura per vizio di motivazione.

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