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Sentenza

Sentenza n. 6980/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione - del provvedimento D/5232/2025 emesso dalla Ambasciata d'Italia in India (New Delhi) il giorno 18.09.2025, notificato al ricorrente in data 24.09.2025, con il quale si dispone il rigetto della domanda di rilascio del visto di ingresso in Italia per "lavoro subordinato". - di qualsiasi altro atto che sia o possa considerarsi presupposto o conseguenza dell'atto come sopra impugnato e che con lo stesso sia comunque posto in rapporto di correlazione.

Giustizia amministrativa202512909

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia in India

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dell'Ambasciata d'Italia in India che aveva rigettato la domanda di rilascio del visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione. Dal testo non risultano specifici motivi di illegittimità articolati nel ricorso.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato l'intervenuto rilascio del visto d'ingresso per lavoro. Il ricorrente ha confermato l'avvenuto rilascio e ha chiesto la condanna dell'amministrazione alle spese. Poiché la pretesa sostanziale è stata integralmente soddisfatta, il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. Le spese sono state poste a carico dell'amministrazione resistente, ritenuta soccombente sostanziale, e liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    per l'annullamento previa sospensione

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, all'esito della camera di consiglio e previa audizione delle parti.

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento di un diniego amministrativo, l'amministrazione adotta un comportamento o un nuovo provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal successivo soddisfacimento della pretesa del ricorrente, le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione quale soccombente sostanziale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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