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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20371/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna emessa dal Tribunale di Pesaro (15/07/2019) e confermata in appello (08/02/2022), originariamente per reati relativi al furto/violazione, poi riqualificati dagli artt. 56 e 614 c.p. La difesa ha dedotto vizi di motivazione e, con motivi nuovi, ha sostenuto che, dopo la riqualificazione del fatto ex art. 56 e 614 c.p., il reato era procedibile solo a querela di parte e che nei fascicoli non risultava una querela valida della persona offesa. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso; la Corte di Cassazione ha invece valutato i motivi nuovi e la questione di procedibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, dopo la riqualificazione del fatto ai sensi degli artt. 56 e 614 c.p., il reato era procedibile a querela di parte e che non risultava agli atti una querela valida della persona offesa. Il verbale definito "denuncia orale" presso i Carabinieri non manifesta la volontà della persona offesa di proporre querela e quindi non è idoneo a sostituirla. Per la mancanza della condizione di procedibilità la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato è improcedibile per mancanza di querela.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.

    Disciplina il tentativo di reato; la riqualificazione ha portato ad applicare la causa di tentativo al fatto oggetto del procedimento

  • art. 614 c.p.

    Regola la violazione di domicilio; nel caso concreto tale fattispecie è stata ritenuta perseguibile a querela di parte

  • art. 129 c.p.p.

    La questione di procedibilità (es. la presenza della querela) è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento e può essere sollevata anche per la prima volta in Cassazione

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 co. 8 (richiamato)

    art. 23, co. 8, d.l. 28/10/2020, n. 137

    Norma richiamata in relazione alla modalità di trattazione dei ricorsi e alla possibile requisitoria scritta del P.G.; rilevante esclusivamente sul piano procedurale relativo alla udienza

Massime di principio

  • Se, in corso di processo, il fatto viene riqualificato in una fattispecie perseguibile a querela di parte, i giudici devono verificare preliminarmente la presenza di una querela valida: la sua mancata presenza rende il reato improcedibile.
  • La presentazione di una "denuncia" o di una "denuncia orale" non equivale automaticamente alla querela: è necessaria una manifestazione esplicita della volontà della persona offesa di perseguire l'autore del reato.
  • La condizione di procedibilità (querela) è materia rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado e può essere eccepita anche con motivi nuovi in Cassazione; se accertata l'assenza, la sentenza deve essere annullata senza rinvio per improcedibilità.
  • Quando un atto di accusa è riformulato o riqualificato, le parti e i giudici devono controllare eventuali cambiamenti nei presupposti procedurali (es. querela vs azione d'ufficio) perché ciò può influire sulla prosecuzione del procedimento.
  • Per evitare l'improcedibilità, la persona offesa che intende perseguire deve formalizzare chiaramente la querela (meglio in forma scritta o con atto espressamente qualificato) presso l'autorità competente.

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