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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16822/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era sottoposto ad affidamento in prova (provvedimento 2/2/2022) con prescrizione di non frequentare bar e locali che somministrano alcolici. Nonostante ripetute diffide, veniva rintracciato in stato di alterazione da alcool l'11/3/2022 e il 6/5/2022; il Tribunale di sorveglianza, con ordinanza del 25/5/2022, revocava l'affidamento in prova per le reiterate violazioni. In sede di udienza il difensore aveva formulato, in subordine alla richiesta di mantenimento dell'affidamento, istanza di sostituzione della misura con la detenzione domiciliare, ritenuta opportuna per la grave dipendenza da alcool del ricorrente e per evitare la frequentazione di locali alcolici. Il ricorrente ha impugnato per omessa pronuncia sulla richiesta subordinata.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto ammissibile la richiesta subordinata di detenzione domiciliare presentata in udienza, richiamando precedenti giurisprudenziali che considerano comune il presupposto della prognosi positiva per entrambe le misure. Il Tribunale di sorveglianza era invece carente nella motivazione perché non aveva spiegato perché la detenzione domiciliare non sarebbe stata idonea a frenare la pericolosità e la tendenza a violare le prescrizioni. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Venezia per nuovo giudizio, affinché colmi le lacune motivazionali e si pronunci anche sulla richiesta subordinata.

Norme richiamate

  • Sez. 1, n. 16442 del 10/2/2010, Pennacchio, Rv. 247235

    Sez. 1, n. 16442 del 10/2/2010, Pennacchio, Rv. 247235

    Stabilisce che la richiesta in subordine di detenzione domiciliare proposta in udienza non è inammissibile per tardività quando il presupposto della prognosi favorevole è comune alle misure; pertanto la richiesta va esaminata

  • Sez. 1, n. 21274 del 9/4/2002, Delogu, Rv. 222453

    Sez. 1, n. 21274 del 9/4/2002, Delogu, Rv. 222453

    Conferma il principio che la formulazione subordinata di una diversa misura alternativa in udienza è ammissibile e merita valutazione quando ricorrano i presupposti comuni

  • Ordinanza impugnata del Tribunale di sorveglianza di Venezia

    Provvedimento che revocava l'affidamento in prova per violazione delle prescrizioni; la Corte ha ritenuto che l'ordinanza omettesse una motivazione sul rigetto implicito o sulla inidoneità della detenzione domiciliare

Massime di principio

  • Una richiesta subordinata di sostituzione della misura alternativa presentata in udienza non è automaticamente inammissibile per tardività: il giudice deve valutarla se i presupposti normativi comuni sussistono
  • Nel revocare una misura alternativa il giudice è tenuto a confrontarsi esplicitamente con le misure alternative meno afflittive o più contenitive proposte e a motivare il perché siano inidonee; l'omissione di tale valutazione determina vizio di motivazione
  • La ricorrenza di violazioni delle prescrizioni (es. frequentazione di locali che somministrano alcolici e stato di alterazione) può giustificare la revoca dell'affidamento in prova, ma il giudice deve anche considerare gli aspetti terapeutico-riabilitativi e la possibilità di misure che impediscano l'accesso ai fattori di rischio
  • In presenza di dipendenza da sostanze/alcol, la detenzione domiciliare con un programma di trattamento strutturato può essere una risposta congrua e il giudice deve valutare la compatibilità di tale misura con la finalità rieducativa e di tutela sociale
  • In caso di annullamento per carenze motivazionali, il rinvio al giudice di merito impone che quest'ultimo colmi le lacune, dia risposta puntuale alle richieste subordinate e giustifichi la scelta della misura più adeguata rispetto alle esigenze punitive, di sicurezza e di rieducazione

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