Sentenza del 15/07/2019 n. 32 - Comm. Trib. Prov. Verbania
Riscossione - Cartelle di Pagamento - Carenza di Motivazione - Nullità - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa carenza di motivazione è stata ritenuta sussistente e la cartella è stata dichiarata nulla. L'allegazione tardiva del computo in sede di giudizio non è stata considerata idonea a sanare il vizio originario dell'atto, poiché il contribuente deve poter comprendere e verificare la pretesa già al momento della notificazione.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la validità della cartella per carenza di motivazione. Sebbene l'atto fosse meramente riscossivo e conseguente a una sentenza definitiva, né il dispositivo né la motivazione della sentenza permettevano di determinare con precisione l'importo dovuto. Per consentire un'effettiva difesa, la cartella avrebbe dovuto contenere o allegare il computo dettagliato dell'importo calcolato sulla base della sentenza. Tale conteggio non era stato allegato al momento della notifica, ma soltanto successivamente, con la costituzione in giudizio.
Norme richiamate
Obbligo di motivazione degli atti tributari e riscossivi
La motivazione deve consentire al contribuente di conoscere i presupposti e i criteri di determinazione della pretesa
Anche gli atti meramente riscossivi devono essere motivati quando il titolo richiamato, come una sentenza definitiva, non consente da solo di individuare con precisione il dovuto. In tal caso, il calcolo dettagliato deve essere allegato o comunque reso disponibile con la notifica dell'atto.
Diritto di difesa del contribuente
La motivazione deve permettere al destinatario di verificare la correttezza della somma richiesta e di contestarla efficacemente. Un documento prodotto soltanto durante il giudizio non rimedia alla mancata conoscibilità della pretesa al momento della notifica.
Massime di principio
- Anche una cartella basata su una sentenza definitiva può essere nulla per carenza di motivazione se la sentenza non determina in modo preciso l'importo dovuto.
- Quando il titolo giudiziale non consente un calcolo immediato, l'ente deve accompagnare la cartella con un prospetto analitico che illustri capitale, interessi, sanzioni, spese e criteri di calcolo, ove applicabili.
- La motivazione deve essere conoscibile al momento della notifica: la produzione del conteggio soltanto in giudizio, di regola, non sana il vizio originario.
- La definitività della sentenza non esonera l'ente della riscossione dall'obbligo di rendere comprensibile e verificabile la quantificazione della somma richiesta.
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