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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13518/2023 del 31/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna, con unico motivo e limitatamente al sequestro dell'autovettura, la valutazione della motivazione del P.M. e del Tribunale in ordine alle esigenze probatorie. Sostiene che lo stupefacente (circa 1,478 kg di cocaina) era stato rinvenuto sul sedile posteriore e non occultato in vani o modifiche strutturali del veicolo, dunque non sussisterebbe la necessità di ulteriori accertamenti sul mezzo né un nesso stabile tra il veicolo e l'attività criminosa; denuncia illogicità e contraddittorietà della motivazione che avrebbe giustificato il sequestro dell'auto per finalità probatorie

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Verona abbia adeguatamente motivato la conferma del sequestro, avendo constatato il fumus del reato e l'esistenza di una relazione di asservimento tra il veicolo e il reato di trasporto di stupefacenti, nonché la necessità di accertamenti volti a ricercare eventuali vani o modifiche strutturali che potessero occultare altra sostanza. È stato richiamato il principio secondo cui, anche se lo stupefacente è trovato in vista, il sequestro probatorio dell'autovettura è giustificato per finalità istruttorie (accertamento di nascondigli/modifiche). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 73, co. 1

    Norma sostanziale che integra il reato contestato (traffico/trasporto di sostanze stupefacenti); il fatto contestato al ricorrente è stato ricondotto a questa fattispecie

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 17 e art. 75

    Richiamate come limiti all'allegata legittimità del trasporto; il ricorrente era privo di autorizzazione prevista dall'art. 17 e non rientrava nelle ipotesi dell'art. 75

  • Codice di procedura penale, art. 321

    Stabilisce il presupposto per il sequestro preventivo/probatorio, ossia il pericolo che la libera disponibilità della cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri reati; utilizzato per legittimare il sequestro dell'autovettura per esigenze probatorie

  • Codice di procedura penale, art. 325

    Regola l'appello e il riesame delle misure cautelari reali e la possibilità di ricorso per cassazione per motivi limitati alla violazione di legge; la Corte rammenta che il sindacato di legittimità può investire pure la completezza e coerenza della motivazione quando essa sia assente o manifestamente carente

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U., sent. n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli)

    Principio secondo cui il decreto di sequestro probatorio deve, seppur concisamente, specificare la finalità perseguita per l'accertamento dei fatti; richiamata per valutare la sufficienza della motivazione nel caso concreto

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. Un. n. 25932 del 29/05/2008 e altre citate)

    Richiamate per il principio che, ai fini di ammissibilità del ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro, la nozione di violazione di legge comprende anche vizi motivazionali tali da rendere il provvedimento incomprensibile o privo dei requisiti minimi di coerenza e completezza

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio di un veicolo è legittimo non solo quando lo stupefacente è occultato in vani modificati, ma anche quando sussiste un fondato motivo di ritenere che possano esistere ulteriori nascondigli o modifiche strutturali da accertare
  • La presenza di droga in vista sul sedile non esclude automaticamente la necessità di sequestrare il mezzo per compiere ulteriori accertamenti tecnici o a fini probatori
  • Il decreto di sequestro deve contenere una motivazione, anche sintetica, che indichi la finalità degli accertamenti da compiersi sulla cosa sequestrata; la motivazione non deve essere prolissa ma deve rendere comprensibile l'iter logico-giuridico
  • In sede di cassazione il sindacato è formalmente limitato alla violazione di legge, ma può investire la motivazione quando questa sia del tutto assente o talmente carente da impedire la comprensione del ragionamento del giudice
  • La valutazione delle esigenze probatorie è rimessa alla discrezionalità del giudice e del P.M., purché sorretta da elementi concreti (fumus) e da una motivazione coerente; contestazioni basate su mera episodicità del fatto richiedono argomentazioni concrete per prevalere
  • Se il provvedimento di sequestro è sorretto da atti investigativi che evidenziano elementi concreti del reato, il giudice può ritenere sufficiente la motivazione fornita dal P.M. e respingere le doglianze della difesa

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