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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4611/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la declaratoria di inammissibilità del proprio ricorso per cassazione, volta a ottenere la revoca della confisca di due immobili a lei intestati ma confiscati in relazione alla condanna per usura del coniuge Antonio Guarino. Linardi sosteneva che la Corte di cassazione avesse errato nel ritenere la sua carenza di interesse, perché in tutte le fasi processuali aveva rivendicato la proprietà degli immobili e dunque avrebbe dovuto essere esaminato il merito della sua istanza di restituzione.

La decisione

Il collegio ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto dalla Linardi: il rimedio di cui all'art. 625‑bis c.p.p. è riservato al "condannato" e non è applicabile alla decisione di legittimità che si è pronunciata su una istanza di restituzione proposta da un terzo non condannato. Inoltre è stata esclusa la possibilità di correggere l'errore con la procedura ex art. 130 c.p.p., poiché la correzione richiesta avrebbe comportato una modificazione essenziale del contenuto decisionale. Per legge (art. 616 c.p.p.) la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, essendo il ricorso ritenuto colposo, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625‑bis cod. proc. pen.

    L'impugnazione straordinaria per errore di fatto è riservata al condannato; non è estendibile ai terzi non condannati e non è soggetta ad interpretazione analogica. Non può essere utilizzata per impugnare decisioni della Cassazione che si pronunciano su istanze di restituzione presentate da terzi.

  • art. 130 cod. proc. pen.

    l'errore materiale eliminabile "non comporti una modificazione essenziale dell'atto"

    La procedura di correzione dell'errore materiale è ammessa solo per rettifiche formali o materiali che non alterino il contenuto decisorio; non può essere utilizzata per incidere sostanzialmente sulla decisione della Corte di legittimità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze della declaratoria di inammissibilità, tra cui il pagamento delle spese processuali; qui applicata per condannare la ricorrente alle spese e ad ammenda per colpa.

  • art. 667, co. 4, cod. proc. pen.

    Richiamato per identificare la competenza del giudice dell'esecuzione nella decisione sull'istanza di revoca della confisca.

  • art. 12 sexies D.L. 306/1992 (ora art. 240‑bis cod. pen.)

    Normativa sostanziale sulla confisca per reati collegati all'usura; nel caso, la confisca dei beni era stata disposta in applicazione di questa disciplina.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625‑bis c.p.p. è rimedio eccezionale e soggettivamente riservato al "condannato": un terzo non condannato non può esperirlo contro decisioni sulla restituzione di beni confiscati.
  • Per i terzi che rivendicano la proprietà di beni confiscati la via corretta rimane l'incidente di esecuzione e, avverso le decisioni negative del giudice dell'esecuzione, l'opposizione e i normali mezzi di impugnazione (e solo poi il ricorso per cassazione nei limiti ordinari).
  • La procedura di correzione dell'errore materiale ex art. 130 c.p.p. non può essere utilizzata per trasformare l'esito di una decisione di merito della Cassazione: è ammessa solo per rettifiche che non alterino il decisum.
  • Quando si contesta un provvedimento di confisca è fondamentale dimostrare la legittimazione attiva e l'interesse processuale in modo chiaro e tempestivo nelle fasi di merito e di esecuzione, perché i rimedi straordinari hanno limiti rigidi e non suppliscono a carenze di legittimazione.
  • Se la questione riguarda la stabilizzazione del giudicato o un errore che rende irrimediabile il pregiudizio per il condannato, le Sezioni Unite ammettono l'uso dell'art. 625‑bis; tuttavia tale eccezione non si estende ai terzi non condannati o alle decisioni che non incidono sull'accertamento della responsabilità.

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