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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26228/2023 del 16/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Foggia che non aveva convalidato l'arresto eseguito il 24/10/2022 per il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). Il Tribunale aveva ritenuto che non fosse provato un concreto pericolo per l'incolumità di altri utenti della strada, perché non era emersa la presenza di terzi nel tratto percorso in contromano dall'indagato. Il Procuratore ha dedotto travisamento dei fatti e vizio di motivazione, rilevando che gli agenti avevano inseguito l'indagato per circa quindici minuti su diversi chilometri a causa di manovre di guida oggettivamente pericolose (contromano, accelerazioni e frenate brusche), giustificando così la legittimità dell'arresto in flagranza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha constatato il travisamento operato dal giudice di merito, ha ritenuto provata la situazione di pericolo derivante dalle manovre dell'indagato che ostacolavano concretamente l'esercizio della funzione di polizia e inducevano negli agenti una percezione di pericolo per la propria incolumità. Ha pertanto annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato la legittimità dell'arresto eseguito nei confronti di Barry Ebrima.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen. (resistenza a pubblico ufficiale)

    La Corte ha ritenuto che la condotta consistente nella fuga con veicolo accompagnata da manovre pericolose (contromano, frenate/accelerazioni brusche) rientri nella fattispecie della resistenza a pubblico ufficiale quando tali manovre ostacolano concretamente l'inseguimento e inducono negli agenti la percezione di pericolo per la propria incolumità.

  • art. 657 cod. proc. pen. (fungibilità della detenzione)

    Richiamato al fine di motivare l'interesse del Pubblico Ministero al ricorso: la convalida dell'arresto ha rilievo anche rispetto alla possibilità che l'indagato utilizzi periodi di detenzione senza titolo per detrarre pena o per eventuali azioni di riparazione per ingiusta detenzione.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2, n. 21389 del 11/03/2015, Morelli)

    Sez. 2, n. 21389 del 11/03/2015 (Morelli)

    Orientamento che individua come integrazione del reato di resistenza la condotta del soggetto che, per sottrarsi alle forze di polizia, non si limiti a fuggire ma compia manovre ostative all'inseguimento e idonee a creare una percezione di pericolo. Inoltre, avalla l'annullamento senza rinvio quando la fase di merito è esaurita e un ulteriore giudizio sarebbe solo formale.

Massime di principio

  • La fuga in auto associata a manovre pericolose (contromano, accelerazioni e frenate brusche) durante un inseguimento integrano, di regola, gli estremi del reato di resistenza a pubblico ufficiale se tali comportamenti ostacolano concretamente l'inseguimento e creano una percezione di pericolo per gli agenti o per altri utenti della strada.
  • Non è necessario che vi siano effettivamente terzi danneggiati: la valutazione del pericolo può fondarsi sulla pericolosità oggettiva delle manovre e sulla percezione di rischio degli agenti intervenuti.
  • Il Pubblico Ministero ha legittimo interesse a proporre ricorso in cassazione avverso la mancata convalida dell'arresto, sia per tutelare l'operato della polizia giudiziaria sia per prevenire conseguenze processuali relative alla detrazione di pena o a eventuali domande di riparazione per ingiusta detenzione.
  • Il travisamento dei fatti da parte del giudice di merito (contrasto non spiegato tra ricostruzione e risultanze istruttorie) giustifica l'annullamento della decisione in cassazione.
  • L'annullamento senza rinvio è applicabile quando la riapertura del giudizio di merito sarebbe puramente formale e la verifica richiesta dalla Cassazione può essere compiuta direttamente in questa sede, ad esempio per accertare la legittimità di atti già esauriti nella loro efficacia.

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