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Sentenza

Sentenza n. 918/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - dell’ordinanza n. 92 del 26/03/2021, notificata il 07/04/2021, a firma del Dirigente del Settore 4 - Sviluppo del Territorio - Urbanistica, Ambiente, Edilizia e Innovazione, SUE, Urbanistica ed Edilizia Pubblica e Privata del Comune di Gallipoli, avente a oggetto: “Ordinanza di demolizione opere abusive presso immobile ubicato in località Li Monaci - area indentificata in Catasto al fg. 24 p.lle 136-139-142-307”; - nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202100859

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere abusive realizzate in località Li Monaci, su area sottoposta a vincolo paesaggistico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza di demolizione deducendo, in primo luogo, l’illegittimità sopravvenuta dell’atto in ragione della presentazione, il 27 maggio 2021, di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001. In secondo luogo, hanno dedotto eccesso di potere per erroneità dei presupposti di fatto e di diritto, carenza di istruttoria, motivazione erronea, apodittica e manifestamente irrazionale, sostenendo che le opere fossero soggette a un regime di liberalizzazione e richiedessero al più una mera comunicazione, con conseguente applicabilità della sola sanzione pecuniaria. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno inoltre presentato una nuova istanza di sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001 e chiesto il rinvio della causa.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza di rinvio, ritenendo che la presentazione dell’istanza di sanatoria non integrasse un’ipotesi eccezionale ai sensi dell’art. 73, comma 1-bis, c.p.a. Quanto all’istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, il Collegio ha affermato che, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni, essa deve considerarsi tacitamente respinta e il diniego tacito avrebbe dovuto essere tempestivamente impugnato. La presentazione dell’istanza determina soltanto un arresto interinale, o quiescenza temporanea, dell’efficacia dell’ordine di demolizione; una volta formatosi il rigetto, anche tacito, della sanatoria, l’ordine di demolizione riprende efficacia e può essere eseguito senza necessità di ulteriori atti sanzionatori. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato perché le opere, realizzate in assenza di titolo edilizio e consistenti in una rilevante modificazione del territorio con trasformazione dell’uso da agricolo, ricadono in area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del d.lgs. n. 42/2004 e risultano altresì in violazione della legge regionale n. 41/2014. Esse necessitavano pertanto di un regolare titolo edilizio e paesaggistico e non potevano essere ricondotte a un’attività liberalizzata soggetta a mera comunicazione né alla sola sanzione pecuniaria. Il ricorso è stato quindi respinto; le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    L’istanza di accertamento di conformità si intende tacitamente respinta decorso il termine di sessanta giorni; il rigetto tacito deve essere tempestivamente impugnato.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La presentazione di una nuova istanza di sanatoria non costituisce, di per sé, un’ipotesi eccezionale idonea a giustificare il rinvio della decisione.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Il rinvio della causa richiede un’ipotesi eccezionale; la mera presentazione di un’istanza di sanatoria non è sufficiente.

  • d.lgs. 42/2004

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La sottoposizione dell’area a vincolo paesaggistico esclude la riconducibilità delle opere a un regime di liberalizzazione e rende necessario anche un titolo paesaggistico.

  • legge regionale Puglia n. 41/2014

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La disciplina regionale è richiamata quale ulteriore parametro violato dalla trasformazione dell’uso agricolo dell’area.

Massime di principio

  • La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 determina soltanto la temporanea quiescenza dell’ordine di demolizione e non ne comporta l’illegittimità sopravvenuta.
  • Decorso il termine di sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, si forma un diniego tacito che deve essere autonomamente e tempestivamente impugnato; in mancanza, l’ordine di demolizione torna pienamente eseguibile senza necessità di ulteriori atti sanzionatori.
  • Le opere abusive che determinano una rilevante modificazione del territorio e una trasformazione dell’uso agricolo, realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, non possono essere qualificate come attività edilizia liberalizzata soggetta a mera comunicazione né essere assoggettate alla sola sanzione pecuniaria, occorrendo i pertinenti titoli edilizio e paesaggistico.
  • La mera presentazione di un’istanza di sanatoria, anche ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001, non costituisce di per sé un’ipotesi eccezionale che imponga il rinvio della decisione del giudizio amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioVincoli e piani paesaggisticiDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEfficacia ed esecutorietàProporzionalità e ragionevolezza

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