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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 563/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che aveva dichiarato inammissibile l'appello da lui proposto avverso la condanna per violazione dell'art. 186 d.lgs. 285/1992. I motivi principali erano: 1) violazione degli artt. 178 e 179 c.p.p. e nullità/omessa notifica per non aver notificato la sentenza di primo grado al difensore di fiducia (eletto domicilio presso l'avv. Sergio Orlando) ma solo al difensore d'ufficio nominato in udienza; sostenne che ciò impedì al difensore di fiducia di esercitare la difesa; 2) vizio di motivazione e errata interpretazione dell'art. 581, comma 1-ter (e 1-quater) c.p.p.: l'appello sarebbe stato dichiarato inammissibile per assenza della dichiarazione/elezione di domicilio, mentre esisteva una precedente elezione di domicilio nel verbale di contestazione e la procura a proporre appello era stata conferita al difensore di fiducia.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'atto di impugnazione non contenesse il richiamo espresso e specifico alla precedente elezione di domicilio né la sua collocazione nel fascicolo, requisito interpretato dalle Sezioni Unite (De Felice, 24/10/2024) come necessario ai fini dell'art. 581, comma 1-ter; perciò l'inammissibilità dell'appello è legittima. L'omessa notifica al domicilio eletto è stata considerata conseguenza del vizio dell'atto d'impugnazione e non una nullità autonoma. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186 d.lgs. 30 aprile 1992, n.285

    commi 2 lett. c) e 2-sexies

    Norma sostanziale contestata in primo grado: l'imputato è stato dichiarato responsabile del reato previsto da questa norma

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle nullità e alla regolarità delle notificazioni e degli atti processuali

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle conseguenze delle notificazioni irregolari e alle nullità

  • art. 97 cod. proc. pen.

    Previsione relativa alla nomina del difensore d'ufficio nominato in udienza, richiamata nella ricostruzione dei fatti

  • art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen.

    La Corte ha seguito l'interpretazione delle Sezioni Unite secondo cui l'atto di impugnazione deve contenere il richiamo espresso e specifico a una precedente dichiarazione o elezione di domicilio e alla sua collocazione nel fascicolo, in modo da consentire l'immediata individuazione del luogo per la notificazione del decreto di citazione in appello; l'assenza di tale richiamo legittima l'inammissibilità

  • art. 581, comma 1-quater, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla disciplina delle procure a impugnare quando l'imputato è assente al giudizio di primo grado; la Corte ha valutato l'interpretazione complessiva alla luce delle Sezioni Unite

  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150 / Legge delega n.134/2021 (richiamati in motivazione)

    Documenti normativi/esplicativi citati per argomentare l'assenza di vincolo temporale sulla dichiarazione di elezione di domicilio (ma la Corte si è attenuta alla giurisprudenza delle Sezioni Unite)

  • Sezioni Unite, De Felice, 24/10/2024 (giurisprudenza)

    Principio di diritto applicato: è sufficiente che l'impugnazione contenga il richiamo espresso e specifico a una precedente dichiarazione o elezione di domicilio e alla sua collocazione nel fascicolo, per consentire la notificazione; l'assenza di tale richiamo determina l'inammissibilità dell'impugnazione

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n.186

    Richiamata in relazione alla valutazione della colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità e alla decisione di comminare una somma alla cassa delle ammende

Massime di principio

  • Per proporre un appello valido quando esiste una precedente elezione di domicilio, l'atto di impugnazione deve contenere un richiamo esplicito e specifico a tale elezione e indicare la sua collocazione nel fascicolo; in mancanza, l'appello può essere dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 581 c.p.p.
  • Se l'appello è inammissibile per carenza formale dell'atto (mancanza del richiamo all'elezione di domicilio), le eventuali omissioni di notificazione al domicilio eletto sono conseguenza del vizio dell'impugnazione e non sempre costituiscono una nullità autonoma capace di rimettere in discussione l'inammissibilità.
  • Quando l'imputato è assente e interviene un difensore d'ufficio, è importante chiarire nelle procure e negli atti chi è il difensore destinatario delle notificazioni e, se esiste un difensore di fiducia con domicilio eletto, assicurarsi che l'atto di impugnazione lo richiami esplicitamente o alleghi la relativa dichiarazione per evitare rischi di inammissibilità.
  • Per evitare sanzioni economiche (spese processuali e somme alla cassa delle ammende) è prudente curare la forma dell'atto d'impugnazione e l'indicazione del domicilio eletto, nonché verificare tempestivamente la corretta notifica degli atti alle parti e ai difensori
  • La giurisprudenza di legittimità richiede precisione formale negli atti di impugnazione: allegare o richiamare il documento con l'elezione di domicilio o indicare la sua esatta collocazione nel fascicolo è la pratica più sicura per garantire la regolarità della notificazione e la ricevibilità dell'appello

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