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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26639/2024 del 05/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

FGS impugnava la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la responsabilità amministrativa dell'ente ex art. 25 d.lgs. n. 231/2001 per il reato di corruzione contestato al capo C) e aveva fissato la sanzione pecuniaria. I motivi di ricorso denunciavano vizi di motivazione: (1) la società aveva adottato un modello organizzativo il 9/6/2016 e ne aveva depositato copia con la lista testi del 25/6/2016, pertanto la Corte di appello avrebbe errato nel ritenere che il modello non fosse agli atti; (2) la responsabilità dell'ente sarebbe stata accertata in modo automatico anche per reati estinti per prescrizione; (3) la motivazione sulla quantificazione della sanzione sarebbe apparente in quanto non avrebbe considerato l'assenza di danno patrimoniale al Comune e la possibile incidenza della tardiva adozione del modello sulla dosimetria.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che: (a) il deposito della "lista testi" ex art. 468 cod. proc. pen. non equivale all'acquisizione in atti del modello organizzativo; per far entrare la documentazione nel fascicolo era necessario procedere ai sensi dell'art. 493 cod. proc. pen. o richiederne l'acquisizione durante il contraddittorio, cosa non avvenuta; (b) la Corte d'appello ha correttamente richiamato gli accertamenti di fatto del Tribunale, che avevano documentato come la gara fosse stata costruita per agevolare la FGS e come la società avesse tratto vantaggio (anche modesto ma apprezzabile) dall'accordo corruttivo, sufficiente ai fini dell'art. 5 d.lgs. 231/2001; (c) le censure sull'esistenza e misura del danno patrimoniale e sulla riduzione della sanzione ai sensi dell'art. 12 d.lgs. 231/2001 sono state adeguatamente affrontate dalla Corte d'appello, che ha rilevato danni patrimoniali e organizzativi al Comune e l'assenza di risarcimento integrale o di efficaci rimedi da parte della società. Per queste ragioni il ricorso è stato rigettato e la società condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 25 d.lgs. n. 231 del 2001

    ex art. 25 d.lgs. n. 231 del 2001

    Fondamento della responsabilità amministrativa dell'ente per il reato di corruzione; la sentenza conferma che l'ente può essere sanzionato se ne è stato tratto vantaggio dall'illecito commesso dai propri esponenti

  • artt. 81, 110, 117, 318, 319, 319-bis, 321 cod. pen.

    artt. 81, 110, 117, 318, 319, 319-bis, 321 cod. pen.

    Norme penali richiamate per inquadrare i reati contestati (corruzione, concorso, ecc.) che costituiscono la base del fatto-reato a cui si è ricollegata la responsabilità dell'ente

  • art. 468 cod. proc. pen.

    lista testi ex art. 468 cod. proc. pen.

    La lista ex art. 468 ha finalità autorizzatoria per la citazione di testi e non comporta automaticamente l'acquisizione della documentazione indicata nel fascicolo dibattimentale

  • art. 493 cod. proc. pen.

    Procedura da seguire per l'acquisizione di documenti nel dibattimento: senza specifica richiesta e provvedimento del giudice, i documenti non entrano negli atti

  • art. 5 d.lgs. n. 231 del 2001

    art. 5 d.lgs. n. 231 del 2001

    Criterio di imputazione oggettiva del vantaggio per l'ente: anche un risparmio economico esiguo o la velocizzazione dell'attività d'impresa possono costituire un vantaggio apprezzabile ai fini della responsabilità dell'ente

  • art. 12 d.lgs. n. 231 del 2001

    Prevede ipotesi di riduzione della sanzione (assenza o minima ricavo, danno patrimoniale tenue, risarcimento integrale o eliminazione delle conseguenze dannose); la Corte ha ritenuto non sussistenti i presupposti per la riduzione nel caso di specie

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la sintesi e l'illustrazione dei mezzi di impugnazione nel ricorso per cassazione (richiesta di motivi conformemente al disposto)

Massime di principio

  • Il mero deposito di una "lista testi" ex art. 468 cod. proc. pen. non equivale all'acquisizione in atti di documenti che si intendono usare a difesa: per farli entrare nel fascicolo è necessario richiedere e ottenere l'acquisizione ai sensi dell'art. 493 o produrli formalmente nel contraddittorio del dibattimento
  • Per la responsabilità dell'ente ex d.lgs. 231/2001 non è necessario che il vantaggio sia cospicuo: anche un risparmio economico modesto o la velocizzazione dell'attività possono integrare il "vantaggio" ai sensi dell'art. 5
  • La prova dell'efficacia e dell'effettività di un modello di organizzazione è cruciale: l'adozione tardiva del modello può influire sulla pena solo se è dimostrata la sua reale capacità preventiva rispetto al fatto-reato
  • In sede di impugnazione è necessario proporre censure specifiche e circostanziate sui profili di organizzazione e colpa dell'ente; questioni non dedotte in appello non sono in genere esaminabili in cassazione
  • Per ottenere la riduzione della sanzione ai sensi dell'art. 12 d.lgs. 231/2001 l'ente deve dimostrare uno dei presupposti (nessun vantaggio o vantaggio minimo, danno patrimoniale di particolare tenuità, risarcimento integrale o efficaci rimedi); l'assenza di comprovati atti riparatori o di un modello effettivo ostacola la riduzione
  • Nelle controversie penali che coinvolgono responsabilità amministrativa degli enti è determinante il collegamento fattuale tra il comportamento del singolo e il vantaggio per l'ente: le corti si affidano agli accertamenti di fatto del primo grado se adeguatamente motivati e non specificamente censurati in appello

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