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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06007/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno proposto distinti ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la loro condanna per concorso in furto aggravato. I ricorsi articolavano due motivi comuni: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata derubricazione del fatto in tentativo di furto, sostenendo che non si fosse perfezionato l'impossessamento; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego dell'attenuante del danno di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p., assumendo che il pregiudizio arrecato fosse modesto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché, secondo il criterio distintivo tra consumazione e tentativo, il furto è consumato quando l'agente consegue anche solo per breve tempo la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva; nel caso concreto gli imputati si erano allontanati con la merce sottratta e l'avevano caricata sulla propria autovettura, realizzando l'impossessamento. Ha ritenuto manifestamente infondato anche il secondo motivo perché l'attenuante del danno di speciale tenuità richiede una valutazione complessiva del pregiudizio arrecato, comprensiva degli ulteriori danni direttamente ricollegabili alla sottrazione; la Corte territoriale aveva motivatamente escluso che il danno fosse di speciale tenuità. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato come norma sul concorso di persone nel reato, a fondamento della contestazione di concorso in furto aggravato

  • art. 624 c.p.

    norma incriminatrice del furto, oggetto della contestazione

  • art. 625, comma 1, n. 2 c.p.

    circostanza aggravante del furto contestata in sentenza

  • art. 61 n. 5 c.p.

    aggravante comune contestata in relazione al fatto

  • art. 62 n. 4 c.p.

    attenuante invocata dai ricorrenti per asserita speciale tenuità del danno

  • art. 616 c.p.p.

    richiamabile solo implicitamente per la condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende, non espressamente indicato nel testo

Massime di principio

  • Il furto è consumato, e non tentato, quando l'agente consegue la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta, anche se per un tempo breve; l'allontanamento dal luogo del fatto con la refurtiva integra l'impossessamento.
  • Ai fini dell'attenuante del danno di speciale tenuità, il giudice deve valutare il pregiudizio complessivo arrecato dal reato, non limitandosi al solo valore intrinseco della cosa sottratta, ma considerando anche gli ulteriori danni direttamente conseguenti alla sottrazione.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando ripropone censure già esaminate e disattese dal giudice di merito con motivazione conforme ai principi consolidati di legittimità, senza evidenziare reali vizi di legge o di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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