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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23979/2022 del 22/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza d'appello che aveva in parte riformato la sentenza di primo grado: l'imputato contestava (1) l'esistenza dell'aggravante della premeditazione, deducendo che gli elementi considerati (ripetuti tentativi di contatto telefonico nei giorni precedenti, il recarsi nello studio della vittima portando un coltello, la frase pronunciata dopo l'omicidio "ho fatto ciò che doveva essere fatto") avrebbero spiegazioni alternative e non dimostrerebbero la ferma risoluzione criminosa; (2) la motivazione circa la premeditazione, sostenendo che la condotta potrebbe essere stata determinata da un raptus scatenato dallo schiacciamento delle dita nella porta; (3) la mancata concessione delle attenuanti generiche, asserendo che l'imputato meriterebbe riconoscimento per stato di bisogno, condizioni psicologiche e dichiarazioni di cordoglio rese in udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi relativi alla premeditazione: la sentenza di appello ha correttamente valutato indizi convergenti (tentativi di contatto precedenti, il recarsi armato, l'aggressione immediata senza scambio verbale, la frase riferita dal testimone e la circostanza che la vittima lo riconobbe gridando "ah, sei tu bastardo!") che, considerati globalmente, soddisfano i requisiti ideologici e cronologici della premeditazione secondo la giurisprudenza. Ha inoltre confermato la valutazione negativa sulle attenuanti generiche: la Cassazione ha ritenuto inammissibile il motivo relativo alle attenuanti perché il diniego è adeguatamente motivato sia in primo che in secondo grado (comportamento post-fatto, precedenti, perseverante aggressività e mancato, genuino ravvedimento). Conseguentemente è stata confermata la condanna (pena di 30 anni di reclusione come già inflitta dal Tribunale) e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 187 cod. proc. pen.

    La circostanza aggravante (premeditazione) è oggetto di prova e può essere dimostrata anche mediante prova indiziaria; gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Rinvio alle regole di valutazione della prova indiziaria: la valutazione degli indizi deve consentire, nel loro complesso, di ricostruire in termini di certezza processuale la circostanza aggravante.

  • art. 133, commi 1 e 2, cod. pen.

    Criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti o aggravanti: il giudice valuta fra l'altro modalità dell'azione, motivi, condotta di vita antecedente e successiva; qui il diniego delle attenuanti è ritenuto motivato sulla base di tali parametri.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata per le conseguenze a carico del soccombente; qui richiamata per l'applicazione delle spese processuali a seguito della decisione.

  • art. 541, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese di costituzione delle parti civili in caso di soccombenza; applicata per la rifusione delle spese delle parti civili.

Massime di principio

  • La premeditazione può essere provata anche con elementi indiziari: devono essere "gravi, precisi e concordanti" e valutati globalmente per ricostruire sia l'elemento psicologico (ferma risoluzione criminosa) sia quello cronologico (intervallo apprezzabile).
  • Il fatto di recarsi armati presso la vittima, ove collegato a rapporti di attrito e a tentativi di contatto precedenti, è un indice rilevante di premeditazione e può prevalere su spiegazioni alternative non direttamente dimostrate.
  • L'agguato o modalità analoghe sono indici tipici di premeditazione perché implicano attesa e preparazione e consentono di ritenere sussistenti entrambi gli elementi costitutivi della premeditazione.
  • Le spiegazioni alternative offerte dall'imputato (es. raptus per dolore) devono essere credibili e supportate da elementi concreti: la mera possibilità teorica di un'alternativa non è sufficiente a rimuovere indizi convergenti.
  • La valutazione delle attenuanti generiche si fonda su un esame complessivo delle modalità dell'azione, dei motivi, della condotta di vita e del comportamento successivo; dichiarazioni di pentimento vanno valutate nella loro genuinità rispetto al contesto fattuale e comportamentale.
  • In sede di Cassazione il controllo sul vizio di motivazione è limitato alla correttezza dell'applicazione dei principi di diritto e alla adeguatezza e congruità della motivazione: ove i giudici del merito abbiano dato risposte logiche e coerenti alle contestazioni, il ricorso viene rigettato.
  • Per contestare con successo in Cassazione un riconoscimento indiziario (es. premeditazione) è necessario mostrare che gli indizi fossero privi dei caratteri di gravità, precisione e concordanza o che la motivazione sia manifestamente illogica o contraddittoria.

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