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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9675/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 18/05/2021 del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato la richiesta di riesame contro l'ordinanza applicativa degli arresti domiciliari per il reato connesso all'art. 74 d.P.r. n. 309/1990. Il difensore ha articolato due motivi: (1) vizio di motivazione e insufficienza degli elementi indiziari per ritenere il ricorrente parte di una consorteria criminale (con ruolo di "custode"), atteso che la perquisizione aveva esito sostanzialmente negativo e i reperti rinvenuti non dimostrerebbero con certezza l'appartenenza all'associazione; (2) vizio di motivazione circa la sussistenza delle esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione del reato.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: l'ordinanza impugnata aveva tratto un quadro di gravità indiziaria da elementi equivoci e insufficienti. Pur avendo il Tribunale descritto un'organizzazione articolata (con un "triumvirato" e due gruppi territoriali) e indicato intercettazioni, servizi di osservazione e videoregistrazioni, i riferimenti a ruolo del ricorrente si basavano soltanto su il ritrovamento, nella cantina indicata nelle conversazioni, di due panetti di mannitolo (76 g) e residui di marijuana e sulla presenza di un terzo soggetto (Giuseppe Riitano) durante la perquisizione. La Corte ha evidenziato l'assenza di elementi probanti sulla stabilità dei rapporti e sulla continuità della messa a disposizione della cantina, nonché la possibilità che i fatti siano riconducibili a condotte personali o a deposito occasionale, non a una partecipazione consapevole e stabile all'associazione. Per tali ragioni l'ordinanza è stata annullata senza rinvio, è stata annullata anche l'ordinanza del GIP del 9/04/2021 e disposta l'immediata liberazione di Andreacchio (se non detenuto per altra causa). Il secondo motivo non è stato esaminato in ragione dell'accoglimento del primo.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990

    Riferi-se al reato relativo alle sostanze stupefacenti; nella sentenza è il titolo di reato contestato (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti).

  • codice di procedura penale

    Norma che disciplina il requisito dei "gravi indizi di colpevolezza" per l'applicazione delle misure cautelari personali; la Corte ricorda che tali indizi devono consistere in elementi tali da rendere probabile, in vista di future acquisizioni probatorie, la responsabilità dell'indagato.

  • codice di procedura penale

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di Cancelleria a seguito della decisione di annullamento e della liberazione; qui applicata nelle fasi esecutive della sentenza.

Massime di principio

  • Per disporre misure cautelari personali occorrono "gravi indizi" solidi e valutati nel loro insieme: possesso occasionale o rinvenimenti equivoci non bastano a dimostrare la partecipazione a un'associazione criminale.
  • La mera disponibilità di un locale o il ritrovamento di sostanze o materiali indicativi (es. sostituti della droga come il mannitolo, o residui) richiedono elementi probatori colleganti l'indagato alla struttura organizzativa (continuità, rapporti stabili, ruolo specifico) per qualificare la partecipazione associativa.
  • La presenza di terzi durante attività investigative (es. arrivo di un soggetto sul luogo della perquisizione) è un elemento da valutare nel contesto, ma non costituisce di per sé prova della partecipazione del perquisito all'associazione.
  • Elementi come linguaggio criptico, cautele adottate dai sodali, intercettazioni e videoregistrazioni possono contribuire a delineare un'organizzazione, ma devono essere effettivamente riferibili all'imputato per fondare gravità indiziaria nei suoi confronti.
  • In caso di insufficienza degli indizi la Corte può annullare senza rinvio le ordinanze cautelari e disporre la liberazione; l'accoglimento di un motivo può rendere superfluo l'esame di motivi successivi.
  • Nelle impugnazioni cautelari è essenziale una valutazione critica della motivazione del giudice di merito rispetto ai parametri giurisprudenziali sui "gravi indizi": mancanze logiche o lacune probatorie possono determinare l'annullamento.

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