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Sentenza

Sentenza del 16/11/2022 n. 5168 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Finanza locale - Tasi - Aree edificabili - Nozione - Determinazione base imponibile - Interpretazione autentica dell'art. 2, comma 1, d.lgs. n. 504/92.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contendere verteva sulla determinazione della base imponibile TASI per un terreno qualificato come edificabile: il ricorrente sosteneva che, in assenza di approvazione regionale del piano e di strumenti urbanistici attuativi, l'area non dovesse essere considerata edificabile ai fini fiscali e quindi non soggetta alla determinazione della base imponibile sul valore venale.

La decisione

La soluzione interpretativa ha ritenuto che l'art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 504/1992 definisca ai fini fiscali una nozione ampia di area edificabile fondata sulla potenzialità edificatoria. Ne consegue che, per l'applicabilità del criterio della base imponibile basato sul valore venale, è sufficiente la qualificazione dell'area come edificabile attribuita dal Piano Regolatore Generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione regionale e dall'esistenza di strumenti attuativi. Di conseguenza il motivo di ricorso volto a negare la qualificazione edificabile per l'assenza di approvazioni/attuazioni è stato rigettato e l'accertamento TASI fondato sul valore venale è stato confermato.

Norme richiamate

  • d.lgs. 15 dicembre 1992, n. 504, art. 2

    L'art. 2, comma 1, definisce ai fini fiscali l'area edificabile in termini di mera potenzialità edificatoria; questa interpretazione autorizza a considerare edificabile un terreno sulla base della qualificazione attribuita dal Piano Regolatore Generale adottato dal Comune.

  • Cass. civ., sez. tributaria, sent. 27575/2018

    Giurisprudenza di supporto che riconosce rilievo alla qualificazione urbanistica adottata dal Comune nell'ambito dell'accertamento tributario.

  • Cass. civ., sez. tributaria, sent. 25506/2006

    Precedente che contribuisce a consolidare il principio della rilevanza fiscale della potenzialità edificatoria indicata dagli strumenti urbanistici comunali.

  • Cass. civ., sez. tributaria, sent. 21080/2019

    Ulteriore conferma giurisprudenziale del criterio interpretativo favorevole alla qualificazione comunale adottata quale elemento decisivo per la tassazione.

  • Cass. civ., sez. tributaria, sent. 25676/2008

    Supporta l'orientamento secondo cui l'assenza di strumenti attuativi o di approvazione regionale non esclude ai fini fiscali la riconducibilità dell'area alla categoria edificabile.

Massime di principio

  • Per i fini della TASI e della determinazione della base imponibile sul valore venale, la qualificazione di un lotto come "edificabile" può essere desunta dal Piano Regolatore Generale adottato dal Comune, anche se non è ancora intervenuta l'approvazione regionale o non sono stati predisposti strumenti urbanistici attuativi.
  • La nozione fiscale di area edificabile è ampia e fondata sulla potenzialità edificatoria: non è necessario che l'area sia immediatamente edificabile in concreto o già servita da strumenti attuativi per essere tassata come tale.
  • Il contribuente che contesta l'accertamento TASI su base di edificabilità deve fornire prove concrete che l'adozione del PRG non comporti effettiva potenzialità edificatoria o che la qualificazione adottata sia inesistente o irrimediabilmente inefficace.
  • Eventuali aggiornamenti o approvazioni regionali successive non sono necessari per la determinazione fiscale anteriore, salvo che intervengano modifiche formali del PRG o atti che revocano la qualificazione comunale.
  • Nella pratica amministrativa e contenziosa, si deve porre attenzione alla distinzione tra qualificazione urbanistica adottata (che vale fiscalmente) e la concreta idoneità tecnica/giuridica all'edificazione (che può rilevare in altri ambiti ma non esclude la tassazione basata sulla potenzialità).

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