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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33292/2024 del 29/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava il decreto di sequestro preventivo di un'area di proprietà sita in Canosa di Puglia, contestata per reati ambientali. Il ricorrente contestava: a) la qualificazione dei mezzi presenti come rifiuti e la mancata considerazione della consulenza tecnica che attestava attività di semplice parcheggio; b) l'applicabilità degli obblighi di autorizzazione e impermeabilizzazione delle aree (art. 113 e art. 8 Reg. Puglia n.26/2013); c) l'insussistenza dei presupposti per il sequestro impeditivo, data la modesta entità degli elementi qualificati come rifiuti e la concessione di facoltà d'uso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità non possa sostituirsi al giudice del merito nella valutazione fattuale sulla presenza di alcuni oggetti in stato di abbandono (due taniche d'olio, una motocicletta smontata) e che il Tribunale abbia adeguatamente motivato la riqualificazione dell'ipotesi di reato da discarica abusiva a deposito/abbandono di rifiuti (art. 256 d.lgs. 152/2006, comma 2). Ha inoltre escluso che l'elenco regionale sia tassativo per l'obbligo autorizzatorio in materia di acque di dilavamento (art. 113 d.lgs. 152/2006 e art. 8 Reg. Puglia n.26/2013) e confermato che la facoltà d'uso non elimina il periculum sequestri. Conseguentemente il sequestro è rimasto valido; al ricorrente sono state imputate le spese e un versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 152/2006, art. 256 (commi 1, 2, 3)

    La Corte prende atto della riqualificazione fattuale da discarica abusiva (comma 3) a abbandono/deposito incontrollato di rifiuti (comma 2) sulla base degli oggetti rinvenuti; la presenza anche di pochi rifiuti in stato di abbandono può giustificare il fumus commissi delicti per il sequestro.

  • D.Lgs. 152/2006, art. 227

    Richiamato dal ricorrente relativo alla qualificazione dei veicoli come veicoli fuori uso; la Corte non ha ritenuto determinante l'argomentazione difensiva, atteso che la valutazione sullo stato dei mezzi è questione di fatto.

  • D.Lgs. 152/2006, art. 231

    Riferimento difensivo sulla materia dei veicoli e dello stato di abbandono; la Corte ha ritenuto che il ricorso non confuti specificamente gli elementi di fatto considerati dal Tribunale.

  • D.Lgs. 152/2006, art. 113

    Stabilisce il principio secondo cui le acque meteoriche non sono soggette a vincoli salvo i casi previsti; la Corte ricorda che la disciplina regionale può imporre autorizzazioni per acque di dilavamento ove sussista rischio di compromissione dei corpi recettori.

  • D.Lgs. 152/2006, art. 137

    Norma penale in materia di scarichi: la Corte ha ritenuto che la contestazione sulla mancata autorizzazione agli scarichi delle acque di dilavamento possa sussistere e giustificare valutazioni cautelari.

  • Regolamento Regione Puglia n. 26/2013, art. 8

    Il regolamento elenca, in modo non tassativo, le attività per le quali può sussistere rischio di dilavamento; la Corte sottolinea che l'elenco è indicativo e che la valutazione del rischio è meramente fattuale e di competenza del giudice del merito.

  • Codice di procedura penale, art. 325

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali: è ammesso solo per violazione di legge e non per mera insufficienza di motivazione; sulla base di questo la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi che interrogano la valutazione fattuale.

  • Codice di procedura penale, art. 321

    Presupposti del sequestro impeditivo: la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente valutato il periculum e il fumus e che la contestazione difensiva non superi il limite della sindacabilità in Cassazione.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede le conseguenze economiche della declaratoria di inammissibilità; la Corte ha disposto l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende.

  • Codice di procedura penale, art. 127 (memoria)

    La Corte osserva che memorie prodotte in sede di art.127 non possono integrare il ricorso per cassazione quando contengono fatti o documenti non valutabili ex post dal giudice di legittimità.

  • Codice di procedura penale, art. 415-bis (avviso di conclusione indagini)

    Citato dalla difesa per argomentare il cambiamento delle imputazioni nel corso delle indagini; la Corte ha ritenuto tale circostanza non idonea a rendere ammissibile il ricorso in assenza di specifico confronto con la motivazione impugnata.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge: la semplice richiesta di riesame della valutazione fattuale è inammissibile.
  • La requalificazione dell'ipotesi di reato da parte del giudice del merito è legittima se adeguatamente motivata e non è sindacabile in sede di legittimità se riguarda fatti concreti.
  • La presenza anche di pochi rifiuti in stato di abbandono può fondare il fumus commissi delicti per misure cautelari ambientali; il giudizio sullo stato dei beni è valutazione di fatto.
  • Gli elenchi regionali di attività soggette ad obblighi in materia di acque di dilavamento sono indicativi: la sussistenza dell'obbligo dipende dalla valutazione del rischio di dilavamento e dalla compromissione dei corpi recettori, questione di merito.
  • La concessione di una facoltà d'uso del bene sequestrato non elimina automaticamente il pericolo di reiterazione o la compatibilità con il sequestro preventivo, secondo la giurisprudenza consolidata.
  • Per ottenere l'ammissibilità del ricorso è necessario confrontarsi punto per punto con la motivazione impugnata; allegazioni generiche o nuovi atti prodotti in memoria possono non essere valutati in Cassazione.

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