Sentenza del 31/03/2015 n. 6502 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR della Lombardia, sostenendo che la domanda di condono prevista dall'art. 9-bis della legge n. 289/2002 non potesse produrre effetti poiché il contribuente aveva effettuato il versamento oltre il termine di legge. La CTR aveva ritenuto scusabile l'errore nella compilazione dell'istanza, valorizzando la buona fede del contribuente, la presentazione tempestiva della domanda e il pagamento degli interessi. L'Agenzia ha dedotto la violazione dell'art. 9-bis della legge n. 289/2002 e dell'art. 10 della legge n. 212/2000.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo che il pagamento tardivo delle somme dovute impedisse il perfezionamento del condono. Ha qualificato il condono dell'art. 9-bis come condono clemenziale, subordinato all'integrale e tempestivo pagamento degli importi dovuti. Ha escluso che potesse invocarsi l'errore scusabile o la buona fede, poiché le disposizioni sui condoni sono eccezionali e di stretta interpretazione. La sentenza della CTR è stata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti, la Corte ha deciso nel merito rigettando il ricorso introduttivo della contribuente. Il ricorso incidentale sulle spese è stato assorbito e le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Legge n. 289/2002, art. 9-bis
relativo alla possibilità che gli omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate vengano definiti mediante il solo pagamento dell'imposta e degli interessi o, in caso di mero ritardo, dei soli interessi
La norma disciplina una forma di condono clemenziale e richiede, per il suo perfezionamento, l'integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute. Non è sufficiente la presentazione della domanda né il pagamento tardivo degli importi.
Legge n. 212/2000, art. 10
Le esigenze di tutela dell'affidamento e della buona fede del contribuente non consentono di derogare ai requisiti specifici e tassativi previsti dalla disciplina eccezionale del condono.
Legge n. 289/2002, art. 9-bis, commi 3 e 4
L'importo da versare è determinato sulla base della dichiarazione integrativa e degli interessi previsti dalla legge; proprio perché non è necessaria un'attività di liquidazione da parte dell'amministrazione, il pagamento tempestivo dell'importo dichiarato costituisce condizione essenziale.
Massime di principio
- Le norme sui condoni tributari sono eccezionali e devono essere interpretate restrittivamente: non è possibile estenderle applicando per analogia norme generali o disposizioni previste per altri condoni.
- Quando una definizione agevolata richiede il pagamento entro termini predeterminati, il pagamento tardivo normalmente impedisce il perfezionamento del beneficio, anche se il contribuente era in buona fede.
- La presentazione tempestiva dell'istanza o il pagamento degli interessi non compensano il mancato o tardivo pagamento dell'imposta e degli altri importi richiesti dalla legge.
- L'errore scusabile può non essere riconosciuto quando l'errore si traduce concretamente nel mancato rispetto delle scadenze di pagamento previste dalla disciplina del condono.
- Prima di invocare il principio dell'affidamento o della buona fede, occorre verificare se la legge qualifica espressamente il pagamento integrale e tempestivo come condizione di perfezionamento del beneficio.
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