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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21098/2024 del 29/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha rigettato il ricorso principale nei motivi esaminati (primo, secondo, terzo, quarto, sesto, settimo e ottavo), dichiarando assorbito il quinto motivo. Sono stati altresì assorbiti i due motivi del ricorso incidentale della società. La sentenza della CTR è stata quindi confermata. Le spese sono state poste a carico dell'Agenzia ricorrente.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

L'amministrazione doganale aveva rettificato in via documentale alcune bollette doganali relative a importazioni di viti e bulloni, contestando che la merce, dichiarata come proveniente dalle Filippine, fosse in realtà originaria di Taiwan e quindi soggetta a dazio antidumping diverso da quello applicato. Sulla base di segnalazioni OLAF e di documentazione investigativa, aveva emesso un avviso di rettifica dell'accertamento e un atto sanzionatorio nei confronti dell'importatrice, oltre che dello spedizioniere. La Commissione tributaria regionale aveva però accolto l'appello della società, ritenendo provato dalla documentazione contabile e doganale che non vi fosse stato un mero trasbordo, ma una lavorazione nelle Filippine con trasformazione di semilavorati in prodotto finito. Con il ricorso per cassazione l'Agenzia ha dedotto: violazione dell'art. 2697 c.c. per errata valutazione dell'onere della prova; omesso esame del rapporto finale OLAF; violazione della normativa OLAF e degli artt. 2700 e 2712 c.c. sulla valenza probatoria degli atti; motivazione apparente e omessa pronuncia; nonché violazione della disciplina antidumping. La società ha resistito e proposto ricorso incidentale sulle modalità di notifica e sul contraddittorio endoprocedimentale, poi rimasti assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    La censura sull'onere della prova è stata ritenuta inammissibile o comunque infondata perché la CTR aveva valorizzato una prova contraria offerta dalla parte privata idonea a superare gli elementi raccolti dall'amministrazione.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È stato richiamato come parametro dei motivi di violazione di legge proposti nel ricorso per cassazione.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    È stato richiamato come parametro del vizio di omesso esame di fatti decisivi.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È stato richiamato come parametro dei motivi di nullità della sentenza per violazione dell'art. 132 c.p.c. e per omessa pronuncia.

  • art. 10, comma 1, Reg. (CEE) n. 1073 del 1999

    Richiamato dalla ricorrente per contestare la valutazione della prova derivante dagli atti OLAF anteriori al rapporto finale.

  • art. 2700 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere la fede privilegiata degli atti pubblici.

  • art. 2712 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente con riguardo alla valenza probatoria di riproduzioni e documenti.

  • art. 132 c.p.c.

    La Corte ha escluso che la motivazione della CTR fosse solo apparente, ritenendo esistente e controllabile l'iter logico seguito.

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    Usato come parametro del 'minimo costituzionale' della motivazione.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato per censurare l'asserita omessa pronuncia su natura elusiva e assenza di trasformazione della merce.

  • art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992

    Richiamato in relazione all'obbligo di motivazione della sentenza tributaria.

  • art. 40 TULD

    Richiamato nel ricorso incidentale in tema di notificazione degli atti doganali.

  • art. 221 C.D.C.

    Richiamato nel ricorso incidentale in tema di notificazione degli atti doganali.

  • art. 12 della legge n. 212 del 2000

    Richiamato nel ricorso incidentale sul contraddittorio endoprocedimentale.

  • Reg. (CE) n. 771/2005

    Richiamato come fonte del dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di taluni elementi di acciaio inossidabile originari di alcuni paesi asiatici, tra cui Taiwan.

  • Reg. (CE) n. 1890/2005

    Richiamato come fonte del dazio antidumping definitivo, come modificato dal Reg. n. 768/2009.

  • Reg. (CE) n. 768/2009

    Richiamato come modifica del regolamento istitutivo del dazio antidumping definitivo.

  • Reg. (CE) n. 205/2013

    Richiamato dalla ricorrente nel quinto motivo per sostenere una disciplina successiva non applicabile retroattivamente alle importazioni in contestazione.

  • art. 384, terzo comma, c.p.c.

    Richiamato nel procedimento interlocutorio che aveva disposto la sospensione del processo.

  • art. 1, comma 197, L. n. 197 del 2023

    Richiamato nell'istanza di sospensione proposta dalla parte resistente per aderire alla definizione agevolata delle controversie.

Massime di principio

  • La motivazione della sentenza è apparente solo quando, pur esistente sul piano grafico, non consente il controllo sull'iter logico-giuridico seguito; non lo è quando il giudice esplicita, anche sinteticamente, le ragioni della decisione e gli elementi probatori ritenuti decisivi.
  • Nel giudizio di merito il giudice può fondare il proprio convincimento sulle prove che reputa più attendibili, senza dover confutare analiticamente ogni allegazione o ogni elemento istruttorio, purché indichi in modo logicamente adeguato le ragioni della decisione.
  • La censura per omesso esame di un documento è infondata se dalla sentenza risulta che il giudice di merito ha complessivamente valutato il compendio probatorio e ha tratto la decisione da una prova contraria ritenuta prevalente.
  • Il motivo di ricorso per violazione dell'art. 2697 c.c. non è utile quando la decisione impugnata non si fonda su una carenza assoluta di prova, ma su una valutazione comparativa tra elementi probatori contrapposti, con prevalenza accordata alla prova fornita dalla parte onerata.
  • Non sussiste omessa pronuncia quando la questione dedotta dal ricorrente risulta assorbita o comunque implicitamente disattesa dall'impianto argomentativo della sentenza impugnata.
  • Le doglianze relative alla disciplina sostanziale applicabile restano assorbite quando il giudice di legittimità conferma la decisione di merito sulla base della valutazione delle prove e dell'insussistenza dei vizi motivazionali dedotti.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullitàNesso di causalità

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