Cassazione Civile, Ordinanza n. 37288/2022 del 20/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente previdenziale)
La controversia
La controversia nasce da una domanda di accertamento negativo del debito per contribuzione dovuta come coltivatore diretto relativamente agli anni dal 2005 al 2010. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, ritenendo provati i requisiti per il riconoscimento della qualifica di coltivatore diretto sulla base del materiale istruttorio, incluso un verbale ispettivo. In cassazione la parte soccombente ha dedotto: 1) violazione degli artt. 1 e 2 l. n. 1047/1957 e degli artt. 2 e 3 l. n. 9/1963, oltre a omesso esame di fatto decisivo, sostenendo che mancassero gli elementi soggettivi e oggettivi del coltivatore diretto e che la Corte territoriale avesse riconosciuto una figura inesistente di 'coltivatore diretto in posizione non attiva'; 2) violazione dell'art. 115 c.p.c. e dell'art. 2697 c.c., perché l'onere della prova dell'insussistenza dei requisiti sarebbe stato erroneamente posto a carico dell'appellante; 3) violazione degli stessi artt. 115 c.p.c. e 2697 c.c. per asserita errata valutazione degli elementi probatori offerti in giudizio.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure, pur prospettate come violazioni di legge e omesso esame di fatto decisivo, mirassero in realtà a ottenere una rivalutazione del merito e del compendio probatorio, non consentita in sede di legittimità, soprattutto in presenza di doppia conforme. Ha inoltre osservato che la Corte d'appello aveva correttamente applicato i criteri normativi per il riconoscimento della qualifica di coltivatore diretto e che non vi era stata alcuna vera inversione dell'onere della prova, ma solo una valutazione dei fatti e delle prove. Nessuna statuizione sulle spese, per mancata attività difensiva dell'INPS; è stato anche dato atto dell'obbligo del contributo unificato დამატivo ove dovuto.
Norme richiamate
artt. 1 e 2 l. n. 1047/1957
Richiamati come base normativa per la nozione di coltivatore diretto; il riconoscimento della qualifica va desunto dal combinato disposto con la normativa successiva.
artt. 2 e 3 l. n. 9/1963
Utilizzati insieme alla l. n. 1047/1957 per individuare i requisiti soggettivi e oggettivi del coltivatore diretto.
art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5
Le doglianze ex nn. 3 e 5 sono state ritenute inammissibili perché, sotto la veste di violazione di legge o omesso esame, sollecitavano una rivalutazione del merito.
art. 348-ter c.p.c., commi 4 e 5
La presenza di doppia conforme impedisce il riesame del fatto nei limiti evocati dal motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c.
art. 115 c.p.c.
La violazione è configurabile solo se il giudice decide ponendo a base prove non introdotte dalle parti o dichiarando di non osservare la regola di giudizio sulle prove; non basta una diversa valutazione del materiale probatorio.
art. 2697 c.c.
La norma è violata solo se l'onere probatorio viene attribuito alla parte sbagliata; non quando si contesta la valutazione delle prove già acquisite.
art. 380-bis c.p.c.
Richiamato per la trattazione camerale del ricorso secondo la proposta del relatore.
art. 13, co. 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
Massime di principio
- In presenza di doppia conforme, il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del fatto o delle prove, neppure sotto la formale deduzione del vizio di motivazione o della violazione di legge.
- La violazione dell'art. 115 c.p.c. è configurabile solo quando il giudice utilizzi prove non dedotte dalle parti o dichiari espressamente o implicitamente di non osservare la regola di decisione sulle prove; non basta contestare il peso attribuito agli elementi istruttori.
- La violazione dell'art. 2697 c.c. sussiste solo se il giudice distribuisce l'onere della prova in modo errato tra fatti costitutivi ed eccezioni; non ricorre quando la censura riguarda la valutazione delle prove o la ricostruzione del fatto.
- La qualifica di coltivatore diretto non richiede un carattere imprenditoriale dell'attività né la destinazione dei prodotti al mercato; occorre invece la coltivazione diretta, abituale e manuale del fondo o il diretto e abituale governo del bestiame, con il concorso dei requisiti normativamente previsti.
- Il limite delle 104 giornate lavorative annue attiene al fabbisogno di manodopera del fondo e non implica che il singolo coltivatore debba personalmente prestare quel numero di giornate.
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