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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37175/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (fallimento)

La controversia

La curatela fallimentare ha impugnato il decreto del Tribunale che aveva accolto l’opposizione allo stato passivo proposta da una creditrice, ammettendola per l’intero importo richiesto con il privilegio professionale. Il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, che il tribunale non aveva rilevato d’ufficio la tardività dell’opposizione ex art. 98 l.fall., proposta a distanza di quasi tre anni dall’esecutività dello stato passivo e ben oltre il termine di 30 giorni previsto dall’art. 99 l.fall. a pena di decadenza, nonostante la contumacia della curatela. Con il secondo motivo ha lamentato la violazione dell’art. 93 l.fall. e delle norme sul privilegio di cui all’art. 2751-bis, n. 2, c.c. La creditrice intimata non ha svolto difese.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo, assorbito il secondo. Ha affermato che la tempestività dell’opposizione allo stato passivo è questione rilevabile d’ufficio e che il termine per proporla decorre dalla comunicazione del decreto di esecutività dello stato passivo. Poiché dalla documentazione prodotta risultava che l’opposizione era tardiva, la Corte ha cassato il decreto senza rinvio, ai sensi dell’art. 382, comma 3, c.p.c., perché il giudizio di opposizione non poteva essere proposto. La creditrice è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 98 l.fall.

    opposizione allo stato passivo

    L’opposizione allo stato passivo deve essere proposta nel rispetto dei termini e la sua tempestività può essere verificata d’ufficio dal giudice.

  • art. 99 l.fall.

    termine di 30 giorni previsto a pena di decadenza

    Il termine per proporre opposizione decorre dalla comunicazione del decreto di esecutività dello stato passivo ed è perentorio.

  • art. 97 l.fall.

    Richiamato insieme agli artt. 98 e 99 l.fall. nel motivo di ricorso, in relazione alla disciplina dell’opposizione allo stato passivo.

  • art. 93 l.fall.

    Norma evocata nel secondo motivo, ma il suo esame è stato assorbito dall’accoglimento del primo motivo.

  • art. 2751-bis, n. 2, c.c.

    Norma richiamata per il riconoscimento del privilegio professionale del credito, ma la relativa questione è rimasta assorbita.

  • art. 360, comma primo, n. 3, c.p.c.

    Censura formulata come violazione di legge.

  • art. 382, comma 3, c.p.c.

    La cassazione è stata pronunciata senza rinvio perché il giudizio di opposizione non era proponibile.

Massime di principio

  • La tempestività dell’opposizione allo stato passivo fallimentare è questione rilevabile d’ufficio dal giudice, anche in caso di contumacia della curatela.
  • Il termine per proporre opposizione allo stato passivo decorre dalla comunicazione del decreto che rende esecutivo lo stato passivo ed è soggetto a decadenza.
  • Se l’opposizione allo stato passivo è tardiva, il giudice di legittimità può cassare senza rinvio la decisione impugnata quando il giudizio non poteva essere validamente instaurato.
  • L’esame di questioni di merito sulla debenza o sul privilegio del credito resta assorbito quando l’opposizione è inammissibile o tardiva.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
IstitutiDecadenzaOnere della prova

Testo integrale

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