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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9610/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per: 1) presunta mancanza e contraddittorieta della motivazione circa la prova della responsabilita, deducendo linattendibilita delle dichiarazioni delle coimputate (Tommasin e Fattori) e lambiguita della chiamata in correita; 2) dedotta apoditticita e carattere congetturale della ricostruzione che lo indicava come tramite unico tra i gruppi; 3) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine al diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis cod. pen.; 4) mancata e/o insufficiente motivazione sulla esclusione di alcune aggravanti contestate ai sensi dellart. 628, comma terzo, n. 1 cod. pen.; 5) doglianze sul mancato riconoscimento dellattenuante di cui allart. 62 n. 4 cod. pen.; 6) mancata considerazione della quietanza di risarcimento prodotta in favore dellimputato e censura relativa allart. 62 n. 6 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso complessivamente infondato e lo ha respinto. Ha confermato la valutazione di merito secondo cui le dichiarazioni convergenti dei coimputati e i riscontri logici (in particolare lingresso e lincontro con lautore materiale nellabitazione del ricorrente) erano idonei a sostenere la responsabilita del Griggio per rapina pluriaggravata e lesioni in concorso. Ha altresi ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche e delle attenuanti per danno di lieve entita, nonche lapplicazione delle aggravanti (travisamento e uso dellarma) in concorso, respingendo la censura circa linsussistenza dellelemento soggettivo. La cassazione ha inoltre rilevato che il riferimento normativo errato operato dalla Corte territoriale (refuso tra i numeri dellart. 62) non incide sulla sostanza della decisione. Conseguentemente resta ferma la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva escluso la recidiva e quantificato la pena in anni 3 e mesi 4 di reclusione e euro 1.066 di multa (confermando nel resto la sentenza di primo grado ridotta per la scelta del rito).

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen. comma terzo nn. 1 e 3-bis

    La rapina e stata qualificata come pluriaggravata in base ai numeri richiamati; la Corte ha ritenuto che le aggravanti potessero essere riferite anche ai concorrenti quando la loro partecipazione e stata pianificata e le aggravanti erano note o prevedibili nel contesto.

  • art. 59, comma secondo, cod. pen.

    Principio applicato per spiegare che le circostanze aggravanti possono estendersi ai concorrenti se sono conosciute o ignorate per colpa, e quindi la conoscenza delle modalita realizzative del reato può formare base per ascrivere laggravante ai concorrenti.

  • art. 118 cod. pen.

    Richiamato per precisare che detta norma riguarda alcune circostanze soggettive e non modifica il criterio generale di imputazione delle circostanze aggravanti previsto dallart. 59.

  • art. 62 cod. pen. nn. 4 e 6

    La Corte ha osservato un refuso nel richiamo alla specifica lettera dellattenuante ma ha confermato il principio per cui il risarcimento operato da terzi non vale per riconoscere lattenuante del risarcimento a favore dellimputato; inoltre ha escluso il riconoscimento dellattenuante del danno di lieve entita tenendo conto delle lesioni e della pluralità offensiva del reato.

  • art. 62-bis cod. pen.

    In relazione alle attenuanti generiche, la Corte ha ribadito la discrezionalità del giudice di merito nel valutare gli elementi favorevoli e sfavorevoli e che il diniego non costituisce vizio se la motivazione richiama elementi ritenuti decisivi.

  • principio giurisprudenziale sul sindacato di legittimità della motivazione

    La Cassazione ha ricordato che in sede di legittimità non e consentita una rivalutazione del merito della prova o della credibilità delle fonti salvo mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione o incompatibilità logica con atti specifici del processo.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riforma la valutazione della prova fatta dai giudici di merito salvo che la motivazione sia mancante, manifestamente illogica o contraddittoria: non è possibile chiedere in cassazione una diversa valutazione di credibilità o una nuova comparazione delle prove.
  • La chiamata in correità può essere corroborata da riscontri logici e indipendenti anche se non autosufficienti; riscontri multipli e convergenti tra dichiarazioni e elementi oggettivi (es. luogo dellincontro, tabulati) possono giustificare la condanna.
  • In caso di concorso, le aggravanti oggettive possono estendersi ai concorrenti se risultano note o prevedibili nei termini dellart. 59 c.2 cod. pen.; non basta che laggravante si sia concretizzata materialmente con lautore materiale se il resto del gruppo aveva concorso alla pianificazione.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutare le attenuanti generiche e non è obbligato a richiamare ogni elemento favorevole; il diniego non è vizioso se motivato su elementi ritenuti decisivi.
  • Per lattenuante del danno di lieve entità nel reato di rapina va valutata anche la offensività sulla persona (lesioni, minaccia a mano armata), non solo il valore materiale della cosa sottratta; il recupero successivo della refurtiva non annulla la valutazione dellimpatto al momento del reato.
  • Il risarcimento operato da terzi non sostituisce il pagamento o il comportamento risarcitorio dellimputato ai fini di alcune attenuanti specifiche; se la norma richiede il comportamento dellimputato, il contributo di terzi non produce lo stesso effetto.
  • Errori formali o refusi nella indicazione numerica di una norma nelle motivazioni non invalidano la decisione se il giudizio di merito sulla sostanza della questione è corretto e coerente.

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