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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9157/2025 del 05/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la riforma in appello della sentenza di proscioglimento pronunciata dal Tribunale di Udine. La Corte d'appello ha rivalutato le medesime prove dichiarative (in particolare le dichiarazioni del coimputato Abramo e dei testi) ritenendo non più credibili le dichiarazioni del ricorrente e formulando un proscioglimento ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. Il ricorrente denuncia violazione dell'art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen. e dell'art. 6 CEDU nonché vizio di motivazione per omessa "motivazione rafforzata": quando l'appello riforma in peius una sentenza assolutoria fondandosi su una diversa valutazione di prove dichiarative decisive, il giudice d'appello deve disporre il rinnovamento dell'istruttoria sulle prove dichiarative decisive (compreso l'esame dell'imputato) e fornire una motivazione rafforzata che superi, oltre ogni ragionevole dubbio, la valutazione favorevole del primo giudice.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello abbia proceduto a una diversa lettura delle medesime prove dichiarative senza disporre il rinnovamento dell'istruttoria sulle prove dichiarative decisiva (comprese le dichiarazioni rese dall'imputato in sede di indagini), in violazione dell'art. 603, comma 3-bis, e del principio di diritto consolidato dalla giurisprudenza CEDU. Ha inoltre precisato che l'obbligo di rinnovazione assorbe il profilo relativo alla motivazione rafforzata, benché quest'ultima rimanga obbligatoria quando si riforma in peius un'assoluzione. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Trieste, che dovrà rinnovare l'istruttoria sulle prove dichiarative ritenute decisivi e adottare la motivazione rafforzata richiesta.

Norme richiamate

  • art. 110 e art. 388 cod. pen.

    Norme indicate in relazione al reato contestato in primo grado (concorso e sottrazione di cose sottoposte a pignoramento). Nel dispositivo di annullamento restano richiamate come contesto fattuale.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La pronuncia ex art. 131-bis (particolare tenuità del fatto) costituisce una formula dispositiva che non cancella la rilevanza della condotta in altri ambiti (es. civile) e, quando utilizzata in appello per sostituire un'assoluzione, integra una reformatio in peius che impone regole più rigorose di prova e motivazione.

  • art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Stabilisce l'obbligo, nell'ipotesi di riforma in peius di una sentenza assolutoria, di rinnovare l'assunzione delle prove dichiarative ritenute decisive. Il sintagma "prove dichiarative" comprende tutte le prove provenienti da dichiaranti, senza distinzione: ciò impone il rinnovamento anche delle dichiarazioni rese dall'imputato in indagini quando su di esse si fondi diversa valutazione in appello.

  • art. 6 CEDU (diritto a un equo processo)

    La Corte EDU (richiamata nella sentenza, cfr. Maestri ed altri c. Italia) ha ritenuto che il diritto a un giusto processo impone che, prima di ribaltare un'assoluzione sulla base di prove dichiarative, sia assicurata la possibilità di riesame/assunzione delle dichiarazioni decisive (compreso l'esame dell'imputato), per evitare violazioni del giusto processo.

Massime di principio

  • Quando l'appello riforma in peius una sentenza di proscioglimento, il giudice d'appello deve valutare l'obbligo di rinnovare l'istruttoria sulle prove dichiarative ritenute decisive; tale obbligo può comprendere l'esame dell'imputato anche se le sue dichiarazioni provengono dalle indagini preliminari.
  • La riforma di un'assoluzione con formula di particolare tenuità non elimina la rilevanza della condotta in altri ambiti e costituisce reformatio in peius che richiede attenzione probatoria e motivazionale rafforzata.
  • La motivazione dell'appello che ribalta un'assoluzione deve essere "rafforzata": non sono sufficienti ricostruzioni alternative plausibili; il giudice deve spiegare perché la sua diversa valutazione sia l'unica possibile oltre ogni ragionevole dubbio.
  • Il mancato rinnovamento delle prove dichiarative decisive o la carenza di motivazione rafforzata può comportare l'annullamento della sentenza di appello e il rinvio per nuovo giudizio.
  • I principi derivanti dalla giurisprudenza della Corte EDU (es. Maestri) rafforzano l'obbligo di assicurare un contraddittorio effettivo sulle dichiarazioni decisive prima di riformare un'assoluzione.

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