Sentenza n. 2982/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'ottemperanza alla Sentenza n. 707/2024 pubblicata il 10.04.2024 emessa dal Tribunale di Torre Annunziata Sez. Lavoro nei confronti del MIM.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Torre Annunziata, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del Docente per le annualità 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 707/2024 del Tribunale di Torre Annunziata, Sezione Lavoro, pubblicata il 10 aprile 2024 e notificata al Ministero il 12 aprile 2024. La sentenza aveva accertato il diritto della docente a percepire, per le annualità indicate, buoni elettronici della Carta del Docente del valore nominale di 500 euro ciascuno, per complessivi 2.000 euro, oltre interessi dalla maturazione del diritto sino all'effettiva attribuzione. Il Ministero non aveva dato esecuzione al titolo giudiziale. La ricorrente ha quindi dedotto l'inottemperanza dell'amministrazione, risultante anche dal decorso del termine previsto dall'art. 14, comma 1, del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997, e ha chiesto l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrati i presupposti dell'azione di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a.: la sentenza azionata era passata in giudicato, come attestato dalla certificazione di cancelleria del 28 febbraio 2025, il termine dilatorio previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 era inutilmente decorso e non risultava intervenuta l'esecuzione da parte del Ministero. Ha ordinato all'amministrazione di dare puntuale e integrale esecuzione al titolo entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, se anteriore, mediante la corresponsione alla ricorrente delle somme e delle utilità riconosciute dal giudice ordinario. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il dirigente della DGOSV del MIM, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni e attribuendogli il compito di compiere tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio. Il compenso del commissario, fissato in 500 euro, è posto a carico del Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 700 euro oltre accessori, nonché alla rifusione del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione fonda il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del titolo giudiziale, adottando anche misure sostitutive per il caso di ulteriore inadempimento.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il termine previsto per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie derivanti da provvedimenti giudiziari è decorso inutilmente, consentendo la proposizione e l'accoglimento del giudizio di ottemperanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale azionato è passato in giudicato, il termine dilatorio previsto dalla legge per l'adempimento è inutilmente decorso e l'amministrazione non ha dato esecuzione al comando giudiziale.
- In presenza di inottemperanza, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per l'integrale esecuzione del titolo e nominare sin da subito un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta, una volta attivato su istanza della parte interessata, può compiere tutti gli atti necessari all'esecuzione del giudicato, comprese le eventuali modifiche di bilancio, con oneri a carico dell'amministrazione inadempiente.
- Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza dell'amministrazione che non abbia dato spontanea esecuzione al titolo giudiziale.
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