Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4595/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Salerno che aveva confermato la responsabilità per furto aggravato commesso entrando di notte negli uffici amministrativi dell'ospedale di Mercato San Severino e asportando computer, altri beni, la somma di euro 300 e 35 marche da bollo custodite in una cassaforte. Il ricorrente denunciava vizi della motivazione per travisamento della prova, sostenendo che la condanna si fondava su un unico indizio (un'impronta digitale sulla finestra) priva di univocità e mancava il confronto con la deduzione difensiva sull'assenza di altre impronte nell'ufficio; contestava inoltre il riconoscimento della recidiva alla luce del lungo intervallo temporale dai precedenti (2010-2015), della buona condotta, del positivo superamento della messa alla prova e della successiva attività commerciale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Quanto al primo motivo, ha ritenuto corretta la valutazione della prova indiziaria: il compendio probatorio non si riduceva a un solo indizio ma comprendeva l'impronta pienamente corrispondente dell'imputato sulla finestra (reperto 4B) e frammenti dattiloscopici rinvenuti all'interno (frammento 4A con 11 corrispondenze collegato al 4B, frammento identificato come 6° con 15 corrispondenze), che, nel loro insieme, costituivano elementi convergenti idonei a provare la presenza e l'attività dell'agente nei locali. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto legittimo il riconoscimento della recidiva reiterata e specifica in ragione dell'omogeneità dei reati precedenti e della valutazione della maggiore pericolosità sociale dell'imputato. Esito pratico: rigetto del ricorso, conferma della sentenza di merito (pena rideterminata in appello in anni 1 e mesi 8 di reclusione e euro 140,00 di multa) e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    Circostanza aggravante menzionata nel fatto originario; la Corte d'appello l'ha esclusa nella determinazione della pena in secondo grado.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Criteri per la valutazione della prova indiziaria: i singoli indizi devono essere valutati per gravità, precisione e concordanza prima dell'esame unitario del compendio probatorio.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione della recidiva: il giudice deve motivare concretamente il rapporto tra il fatto per cui si procede e le precedenti condanne ai fini della rilevanza della recidiva.

Massime di principio

  • La prova indiziaria va valutata in due fasi: analisi qualitativa dei singoli indizi (gravità, precisione, concordanza) e valutazione complessiva dell'insieme per verificare se esso raggiunge la prova oltre ogni ragionevole dubbio.
  • Un'impronta dattiloscopica pienamente corrispondente rinvenuta sul luogo dell'accesso (es. finestra) ha forte valore probatorio; frammenti con punti di corrispondenza inferiori al criterio convenzionale (es. 16 punti) possono comunque assumere rilievo se si inseriscono in un quadro indiziario convergente.
  • L'assenza di altri elementi fisici non annulla automaticamente il valore probatorio di un'impronta pienamente identificata; la valutazione tecnica può giustificare la presenza di frammenti e la simultaneità dei contatti.
  • Il riconoscimento della recidiva richiede motivazione concreta: non è automaticamente escluso da un lungo arco temporale o dalla successiva buona condotta, se le precedenti condanne sono omogenee e denotano maggiore pericolosità sociale.
  • In casi simili, la difesa dovrebbe sollevare dubbi tecnici specifici sulla metodologia dattiloscopica e proporre alternative spiegazioni concrete per la presenza delle impronte, oltre a documentare in modo dettagliato gli elementi di riabilitazione personale per contrastare la recidiva.
  • La Corte di Cassazione tende a confermare la valutazione di merito quando la motivazione è coerente con i criteri giurisprudenziali consolidati; i ricorsi per presunto travisamento della prova incontrano ostacoli se i giudici di merito hanno fornito un ragionamento logico e circonstanziato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.