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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8963/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Ragusa che aveva confermato il rigetto del GIP alla richiesta del Procuratore europeo delegato di applicazione della misura cautelare reale (sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta o per equivalente) di €25.000 nei confronti di Roberto Gesso, indagato per aver indebitamente percepito contributi comunitari presentando una domanda con false autocertificazioni (omettendo la condanna per 416-bis e la misura di prevenzione) nell'ambito di finanziamenti COVID. Il Tribunale aveva ritenuto che il Procuratore europeo delegato non fosse legittimato a richiedere il sequestro quando il reato contestato è sanzionato con pena massima inferiore a quattro anni di reclusione.

La decisione

Il ricorso del Procuratore europeo delegato è stato accolto. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato al Tribunale di Ragusa, stabilendo il principio che l'art. 30 del Regolamento (UE) 2017/1939 non limita la legittimazione del Procuratore europeo delegato a chiedere misure investigative (tra cui il sequestro finalizzato alla confisca del profitto) esclusivamente ai reati con pena massima di almeno quattro anni. La Corte ha chiarito che l'EPPO può chiedere tali misure anche per reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione puniti con limiti edittali inferiori (come la forma non aggravata dell'art. 316-ter c.p.), compatibilmente con le condizioni previste dall'ordinamento nazionale e dalle norme sul sequestro e confisca.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) 2017/1939 (EPPO), art. 30, par.1

    "Almeno nei casi in cui il reato oggetto dell'indagine è punibile con una pena massima di almeno quattro anni di reclusione, gli Stati membri assicurano che i procuratori europei delegati siano autorizzati a disporre o a chiedere le misure investigative... congelamento degli strumenti o dei proventi di reato, compresi i beni, di cui si prevede la confisca"

    La Corte interpreta 'almeno' come un requisito minimo: l'art. 30 assicura l'obbligo per gli Stati di consentire tali misure per i reati più gravi ma non esclude che le stesse misure possano essere esercitate per reati con limiti edittali inferiori quando rientrano nella competenza dell'EPPO

  • Regolamento (UE) 2017/1939 (EPPO), art. 22 e art. 25

    Art. 22 delimita la competenza per materia dell'EPPO (reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE e connessi). Art. 25 stabilisce il principio di esclusività: se l'EPPO assume il caso, le autorità nazionali cessano di esercitare competenza sulla stessa condotta

  • Direttiva (UE) 2017/1371, artt. 2 e 7

    La direttiva individua i reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE senza introdurre limiti edittali; richiede inoltre che gli Stati prevedano, in determinate ipotesi di danni o vantaggi considerevoli (es. >100.000 euro), una pena massima di almeno quattro anni

  • art. 316-ter c.p.

    Disciplina l'indebita percezione di erogazioni a danno dell'Unione; la forma aggravata (profitto o danno >100.000 euro) aumenta il livello edittale, ma la forma non aggravata rientra comunque nella competenza dell'EPPO e non esclude la possibilità di chiedere misure investigative

  • art. 322-ter c.p.

    Norma sulla confisca del profitto; la misura del sequestro preventivo finalizzata alla confisca trova fondamento in questa disposizione, ma la sua applicazione richiede il rispetto delle condizioni procedurali e di fumus commissi delicti

  • d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 9, art. 9

    Conferma in ambito nazionale che, quando l'EPPO assume o avoca l'indagine, i procuratori europei delegati esercitano in via esclusiva le funzioni e i poteri spettanti ai pubblici ministeri nazionali in relazione al procedimento

  • d.lgs. 14 luglio 2020, n. 75, art. 1

    Ha recepito nel diritto interno la direttiva 2017/1371, introducendo la circostanza aggravante relativa al danno o al profitto superiore a 100.000 euro in relazione all'art. 316-ter c.p.

  • art. 640-bis c.p. e art. 416-bis c.p.

    Richiamate per la qualificazione delle condotte contestate (frode su erogazioni e condanna per reati di associazione mafiosa); utili per la valutazione del fumus commissi delicti e dei profili di pericolosità

Massime di principio

  • Quando l'EPPO esercita la sua competenza su reati che ledono gli interessi finanziari dell'UE, i procuratori europei delegati possono chiedere o disporre misure investigative previste dall'art. 30 del Regolamento (UE) 2017/1939 anche se il reato è sanzionato con un limite edittale inferiore a quattro anni, purché rientri nella competenza dell'EPPO
  • La formulazione 'almeno' nell'art. 30 implica un obbligo minimo per gli Stati membri, ma non una chiusura: gli ordinamenti nazionali e l'EPPO possono prevedere l'applicabilità delle misure investigative anche a reati meno gravi rispetto alla soglia dei quattro anni
  • L'esercizio delle misure investigative da parte del Procuratore europeo delegato non può essere neutralizzato dall'obbligo di rivolgersi al procuratore nazionale: il principio di esclusività (art. 25 Regolamento e norme nazionali di attuazione) fa sì che l'EPPO svolga in via esclusiva le funzioni del pubblico ministero una volta assunta la competenza
  • La circostanza aggravante per danni o profitti superiori a 100.000 euro incide sul trattamento sanzionatorio ma non sul perimetro della competenza dell'EPPO: anche le fattispecie non aggravate possono giustificare richieste di sequestro finalizzato alla confisca se rientrano negli interessi finanziari dell'UE
  • L'adozione di misure reali cautelari finalizzate alla confisca richiede comunque la verifica delle condizioni processuali (es. fumus commissi delicti, proporzionalità, limiti procedurali del sequestro e della confisca previsti dall'ordinamento nazionale)

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