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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24526/2023 del 11/08/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia riguarda la riliquidazione della "quota B" dei supplementi di pensione ex ENPALS di una pensionata del settore dello spettacolo. La Corte d'appello aveva confermato il diritto della pensionata a ottenere il ricalcolo senza applicazione del massimale retributivo di cui al D.P.R. n. 1420 del 1971, art. 12, comma 7, ritenendo che quel limite valesse solo per la "quota A" e fosse stato superato dalla disciplina successiva del D.lgs. n. 182 del 1997. L'INPS ha proposto ricorso per cassazione deducendo, con unico motivo ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione del D.P.R. n. 1420 del 1971, art. 12 e del D.lgs. n. 182 del 1997, artt. 3 e 4, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente ravvisato un'abrogazione tacita del massimale pensionabile, mentre la disciplina successiva sarebbe compatibile con la permanenza del limite anche per la quota B. La resistente non ha svolto difese in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Roma, in diversa composizione, affinché si uniformi al principio di diritto secondo cui, nella determinazione della quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo prima del 31 dicembre 1995, non si computano, per la parte eccedente, le retribuzioni giornaliere superiori al massimale fissato dal D.P.R. n. 1420 del 1971, art. 12, comma 7, come modificato dal D.lgs. n. 182 del 1997, art. 1, comma 10; tale limite non è stato abrogato per incompatibilità dal medesimo D.lgs. n. 182 del 1997, art. 4, comma 8.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3

    È il vizio dedotto dall'INPS per denunciare la violazione di legge in punto di calcolo della quota B pensionistica.

  • D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1420, art. 12, comma 7

    È la norma che prevede il limite massimo della retribuzione giornaliera pensionabile; la Corte afferma che tale limite permane anche per la quota B.

  • D.lgs. 30 aprile 1997, n. 182, art. 1, comma 8

    Disciplina il massimale contributivo per i lavoratori già iscritti al Fondo al 31 dicembre 1995, confermando un sistema con limiti contributivi e pensionabili.

  • D.lgs. 30 aprile 1997, n. 182, art. 1, comma 10

    Rimodula in via generale il limite alla retribuzione giornaliera pensionabile, senza escludere espressamente la quota B.

  • D.lgs. 30 aprile 1997, n. 182, art. 1, comma 14

    Riguarda i lavoratori iscritti dopo il 31 dicembre 1995 o che optano per il sistema contributivo, per i quali opera un diverso massimale annuo.

  • D.lgs. 30 aprile 1997, n. 182, art. 3

    È richiamato nel ricorso come norma asseritamente violata, nel quadro della disciplina di armonizzazione del regime ENPALS.

  • D.lgs. 30 aprile 1997, n. 182, art. 4, comma 8

    La Corte esclude che questa disposizione abbia abrogato per incompatibilità il massimale pensionabile.

  • D.lgs. 24 aprile 1992, n. 503, art. 13, lett. a)

    Definisce la quota A come relativa alle anzianità anteriori al 1° gennaio 1993, con normativa previgente confermata transitoriamente.

  • D.lgs. 24 aprile 1992, n. 503, art. 13, lett. b)

    Definisce la quota B come relativa alle anzianità contributive dal 1° gennaio 1993.

  • L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, comma 22

    Ha delegato il Governo all'armonizzazione dei regimi pensionistici ENPALS, delega esercitata con il D.lgs. n. 182 del 1997.

  • L. 22 dicembre 2011, n. 214, art. 21

    Ha determinato il subentro dell'INPS nella gestione speciale del Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo.

  • art. 38 Cost.

    Richiamato per escludere che il mantenimento del limite renda la tutela previdenziale costituzionalmente inadeguata.

  • art. 76 Cost.

    Richiamato quale parametro che impone all'interprete di leggere il decreto delegato in coerenza con i criteri direttivi della legge di delega.

Massime di principio

  • Nella disciplina previdenziale speciale, il limite alla retribuzione giornaliera pensionabile permane quando non sia stato abrogato espressamente e sia compatibile con il nuovo assetto normativo, soprattutto se la riforma non contiene una chiara volontà di superarlo.
  • L'interpretazione delle disposizioni delegate deve privilegiare la soluzione conforme ai criteri direttivi della legge di delegazione e alla Costituzione, evitando letture che determinino una disarmonia con l'equilibrio del sistema previdenziale.
  • L'abrogazione per incompatibilità richiede una contraddizione insanabile tra le norme, tale da rendere impossibile la loro contemporanea applicazione; in difetto, le discipline devono essere coordinate.
  • Nel calcolo della quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo già iscritti al Fondo prima del 31 dicembre 1995, il massimale della retribuzione giornaliera pensionabile continua a operare anche per le anzianità successive al 31 dicembre 1992.
  • La diversa misura tra retribuzione assoggettata a contribuzione e retribuzione pensionabile non è di per sé illegittima, se inserita in un sistema complessivamente coerente e sostenibile e se non compromette la finalità protettiva dell'art. 38 Cost.

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