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Sentenza

Sentenza del 05/10/2020 n. 1048 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

TARSU - applicazione - presupposto - astratta possibilità di produrre rifiuti - è sufficiente - prova della produzione - non è necessaria. TARSU - disapplicazione - omessa produzione di rifiuti - onere della prova - spetta al contribuente.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Imposizione della TARSU per l'attività di macellazione: la questione era se l'Ufficio dovesse dimostrare l'effettiva produzione di rifiuti per applicare il tributo oppure se fosse sufficiente l'astratta idoneità dell'attività a produrli. Il contribuente contestava l'addebito sostenendo la mancata o nulla produzione di cascami di lavorazione.

La decisione

La sentenza ha stabilito che per l'applicazione della TARSU non è necessario che l'Ufficio provi l'effettiva produzione di rifiuti: è sufficiente dimostrare che il contribuente eserciti un'attività astrattamente idonea a produrli (nel caso di specie la macellazione). Di conseguenza l'onere della prova della concreta mancata produzione di rifiuti grava sul contribuente: in assenza di prova convincente dell'assenza di cascami di lavorazione l'imposizione è confermata.

Norme richiamate

  • Normativa sul tributo comunale sui rifiuti (TARSU) e regolamenti comunali in materia di tariffazione

    La normativa e i regolamenti comunali sono interpretati nel senso che il presupposto d'imposta si fonda sull'esercizio di un'attività astrattamente idonea a produrre rifiuti; non è necessario per l'amministrazione dimostrare l'effettiva produzione in ogni singolo caso.

  • Principio dell'onere della prova in materia tributaria

    L'onere di provare l'eccezione (qui la concreta mancata produzione di rifiuti) grava sul contribuente: se non fornisce elementi probatori idonei, l'accertamento tributario è legittimo.

Massime di principio

  • Per attività tipiche che per loro natura possono generare rifiuti (es. macellazione, ristorazione, industrie alimentari) il comune può applicare la TARSU dimostrando l'esistenza dell'attività: non è necessario provare rifiuti effettivamente prodotti in ogni periodo.
  • Se il contribuente vuole ottenere esenzione o riduzione deve assumersi l'onere probatorio e produrre documentazione tecnica e contabile che dimostri la concreta assenza o la quantità nulla/irrilevante di rifiuti (per esempio certificazioni tecniche, registri di produzione, documenti di gestione rifiuti, ispezioni, attestazioni di conferimento a terzi).
  • La strategia difensiva del contribuente dovrebbe prevedere, prima possibile, richiesta di accesso/accertamento da parte del Comune, raccolta di prove preventive (perizie, fotografie, registri) e, se necessario, consulenze tecniche per dimostrare il ciclo produttivo effettivo.
  • In caso di processi produttivi atipici o sistemi che impediscono la produzione di scarti (recupero integrale, filiera chiusa, cessione integrale dei sottoprodotti) è fondamentale documentare contrattualmente e materialmente tali modalità per ottenere l'esclusione o la riduzione del tributo.
  • L'amministrazione non è tenuta a effettuare la prova negativa della produzione di rifiuti; le contestazioni del contribuente senza adeguata prova soggiacciono al rigetto.

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