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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14051/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda due imputate già giudicate responsabili, in appello, di bancarotta fraudolenta. La Corte di cassazione aveva in precedenza annullato parzialmente la sentenza di merito e disposto il rinvio esclusivamente per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Nel giudizio di rinvio la Corte d'appello ha nuovamente pronunciato, e le imputate hanno proposto ricorso per cassazione deducendo censure sulla mancata rivalutazione della condotta di bancarotta fraudolenta, in particolare sotto il profilo della concessione dell'attenuante del risarcimento del danno ex art. 62, n. 4 (rectius n. 6) c.p. La Suprema Corte rileva però che tali doglianze sono precluse, perché il rinvio era limitato alla sola pena; inoltre osserva che il principio per cui, in caso di annullamento parziale ex art. 624 c.p.p., la sentenza del giudice di rinvio è impugnabile solo nei limiti dei capi o punti annullati e di quelli a essi connessi, connessione che nella specie non sussiste. Per questo i ricorsi vengono ritenuti inammissibili.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara inammissibili i ricorsi delle imputate. Ritiene che le censure prospettate attengano a profili già coperti dal giudicato interno, poiché il precedente annullamento era stato disposto soltanto ai fini della rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Non essendovi connessione essenziale tra i punti annullati e quelli investiti dai ricorsi, le doglianze non possono essere esaminate nel merito. Le ricorrenti sono quindi condannate al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.

    viene richiamata l'attenuante del risarcimento del danno, ma la Corte osserva che la relativa censura è preclusa perché esula dal perimetro del rinvio

  • art. 624 c.p.p.

    in caso di annullamento parziale, la sentenza del giudice di rinvio è ricorribile solo nei limiti dei punti annullati e di quelli connessi in rapporto essenziale

  • art. 625 c.p.p.

    richiamato implicitamente nel riferimento ai limiti della cassazione nei confronti della sentenza del giudice di rinvio, con esclusione delle questioni non attinenti ai punti annullati

  • art. 62, n. 6 c.p.

    attenuante del risarcimento del danno evocata come oggetto della censura, ma ritenuta non scrutinabile nel giudizio di rinvio limitato alla pena

Massime di principio

  • Quando la Corte di cassazione annulla una sentenza solo per un punto specifico, il giudice di rinvio è vincolato al perimetro dell'annullamento e non può riesaminare capi o punti ormai definitivi.
  • Il ricorso per cassazione avverso la sentenza del giudice di rinvio è ammissibile soltanto per questioni riferite ai punti annullati o a quelli connessi da un nesso essenziale; le doglianze estranee a tale perimetro sono inammissibili.
  • La connessione essenziale tra punto annullato e questione dedotta va verificata in modo rigoroso: se manca, ogni censura diretta a riaprire temi già coperti dal giudicato interno resta preclusa.
  • Se il rinvio è disposto esclusivamente per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio, non possono essere riproposte censure sulla responsabilità o su circostanze già definitivamente risolte.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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