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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1547/2024 del 12/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, per violazione ed erronea applicazione dell'art. 41-bis Ord. pen., dell'ordinanza che ha rigettato il reclamo avverso il decreto ministeriale di proroga del regime di 41-bis. Il ricorrente sosteneva che le confessioni rese in sei procedimenti e il riconoscimento di circostanze attenuanti generiche dimostravano una effettiva dissociazione e ravvedimento, e contestava il riconoscimento di un ruolo apicale all'interno del clan, ritenendo travisate le risultanze processuali

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il Tribunale di Sorveglianza ha adeguatamente motivato la proroga del regime 41-bis mediante valutazione prognostica degli elementi acquisiti: ruolo di rilievo nel "clan Sarno" poi affiliato al "clan De Luca Bossa", riconoscimento come capo e promotore di una cosca, condanne per omicidi, persistenza dell'operatività del clan evidenziata da recenti operazioni di polizia, e il contenuto delle confessioni che non dimostrerebbero un certo distacco né l'indicazione di cooperatori o ragioni sottostanti agli omicidi. La Corte ha ricordato i limiti del sindacato in sede di legittimità (ricorso ammissibile solo per vizio di legge o assoluta carenza della motivazione) e ha ritenuto che la difesa abbia formulato un mero dissenso valutativo non idoneo a fondare il ricorso. È stato inoltre rilevato che su questioni analoghe la stessa Sezione si era già pronunciata rigettando precedente ricorso del medesimo ricorrente, configurando giudicato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ordinamento penitenziario

    comma 2 e richiamo ai commi successivi (2-sexies, 2-bis nel testo storico)

    Consente l'adozione e la proroga di un regime detentivo speciale sulla base di elementi prognostici che dimostrino la capacità del detenuto di mantenere collegamenti con organizzazioni criminali; non è richiesto un accertamento penale certo ma una ragionevole previsione fondata su elementi quali ruolo, profilo criminale, operatività del sodalizio e altri parametri

  • art. 14-ter Ordinamento penitenziario

    Stabilisce il rimedio del reclamo al Tribunale di Sorveglianza contro i provvedimenti applicativi del regime differenziato; il giudice effettua un sindacato pieno sulla sussistenza dei presupposti e sulla congruità della motivazione e del contenuto delle misure, nel rispetto dei limiti costituzionali

  • art. 616 Codice di procedura penale

    Prevede la condanna alle spese processuali e ad una somma a favore della Cassa delle Ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o colpa nel ricorso; applicata per la condanna del ricorrente

  • Principi costituzionali e giurisprudenza della Corte Costituzionale

    sent. Corte Cost. n. 376/1997; n. 190/2010; n. 351/1996; n. 186/2000 e altre richiamate

    Ribadiscono la sindacabilità giurisdizionale dei provvedimenti 41-bis, l'obbligo di motivazione specifica delle proroghe e il bilanciamento tra esigenze di sicurezza e diritti fondamentali; precisano che il controllo giurisdizionale può investire anche il contenuto delle misure ove illegittimo

Massime di principio

  • La proroga del regime 41-bis si fonda su una valutazione prognostica: non serve la certezza penale ma elementi credibili che indichino la capacità di mantenere contatti con la criminalità organizzata
  • Le confessioni o la collaborazione processuale non determinano automaticamente la revoca o esclusione della capacità di collegamento; occorre valutare contenuto, completezza e rilevanza delle dichiarazioni (es. menzione di correi, spiegazione motivi, effettivo distacco operativo)
  • Il ruolo rivestito nel sodalizio (posizione organizzativa, funzioni economico-finanziarie, rapporti con i capi e con l'area territoriale) è elemento centrale nella valutazione della permanenza del rischio
  • Il Tribunale di Sorveglianza compie un apprezzamento ampio del materiale probatorio e può respingere il reclamo se la motivazione è congrua; in Cassazione il sindacato è limitato a vizi di legge o a motivazione manifestamente insufficiente
  • La difesa, in casi analoghi, deve produrre elementi concreti e specifici che smentiscano la persistenza di collegamenti (atti, dichiarazioni dettagliate, riscontri oggettivi, cambiamenti di tenore di vita, testimonianze verificabili) e contestare puntualmente gli atti posti a fondamento della proroga
  • Decorsi temporali isolati non bastano ad escludere la capacità di mantenere collegamenti: è necessario dimostrare una modifica stabile e verificabile del quadro fattuale

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