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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5306/2024 del 06/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le parti civili impugnano la sentenza di assoluzione resa dalla Corte d'appello di Bologna con la censura che la vendita dell'unico immobile dell'imputato (atto del 18/05/2015) a prezzo inferiore al mercato e le modalità di pagamento costituissero atti fraudolenti posti in essere per sottrarsi all'adempimento di due decreti ingiuntivi. Le parti evidenziano elementi fattuali (promesse di pagamento non mantenute, irreperibilità dell'imputato, prezzo anomalo, pagamento con assegni a terzi e con autovettura sopravvalutata, intestazione di beni alla moglie) e richiamano anche l'esito favorevole dell'azione revocatoria civile, sostenendo che tali circostanze configurano il "dolo civilistico" necessario per integrare l'art. 388 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata "agli effetti civili", disponendo il rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello per nuovo giudizio anche sulla liquidazione delle spese. La Suprema Corte ha criticato la motivazione della Corte d'appello, che non ha adeguatamente confutato i rilievi del Tribunale di primo grado (tra cui l'irreperibilità dell'imputato, la scelta dell'acquirente, il prezzo anomalo, la valutazione gonfiata dell'autovettura e il fatto che l'immobile fosse l'unico cespite), e non ha fornito la rigorosa motivazione richiesta quando l'appello porta a una totale riforma assolutoria. La richiesta difensiva di nomina di un sostituto per l'udienza è stata rilevata come non di competenza della Corte di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen.

    Sanziona chi, per sottrarsi all'adempimento di provvedimenti giudiziari, compie atti simulati o fraudolenti; la norma richiede non solo l'idoneità oggettiva dell'atto a ridurre le garanzie del credito, ma una componente qualitativa di simulazione o frode e il dolo specifico dell'autore

  • art. 2741 cod. civ.

    Principio della par condicio creditorum: i creditori hanno pari diritto di soddisfarsi sui beni del debitore; la destinazione del ricavato a favore di un creditore predeterminato può ledere questo principio e assumere rilievo nella valutazione della fraudolenza dell'atto

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017 (P.G. in proc. Troise)

    Richiama l'obbligo per il giudice d'appello di articolare una motivazione rigorosa quando riforma totalmente la decisione di primo grado, spiegando le ragioni delle conclusioni difformi

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 12213 del 21/12/2017 (Zucchi e altri)

    Sul concetto di atti simulati o fraudolenti: la fraudolenza non può essere ricondotta alla sola idoneità a ridurre garanzie del credito; è richiesta componente di artificio, inganno o stratagemma

  • Giurisprudenza - Sez. 6, n. 4945 del 30/01/2020 (Frongia)

    Ribadisce che non è sufficiente che l'atto sia oggettivamente idoneo a sottrarre garanzie: occorre che abbia natura simulatoria o fraudolenta

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 25677 del 16/05/2012 (Caneva) e Sez. 3, n. 3011 del 05/07/2016 (Di Tullio)

    Individuano l'atto fraudolento come comportamento formalmente lecito ma caratterizzato da artifizio o inganno, idoneo a rappresentare una realtà non corrispondente al vero o a sottrarre garanzie patrimoniali alla riscossione

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 13233 del 24/02/2016 (Pass)

    Sottolinea l'importanza di valutare la riduzione delle garanzie in rapporto al complesso del patrimonio del debitore; la cessione dell'unico cespite può avere particolare rilevanza ai fini dell'idoneità lesiva

Massime di principio

  • Quando l'appello assolutorio è totale, il giudice d'appello deve fornire una motivazione rigorosa e specifica che confuti le argomentazioni del primo grado; la mera affermazione del dissenso non è sufficiente
  • Ai fini dell'art. 388 c.p. non basta che un atto sia idoneo a ridurre la garanzia del credito: è necessaria una componente di artificio, inganno o simulazione che mostri la fraudolenza dell'operazione
  • La vendita dell'unico cespite patrimoniale del debitore e/o la destinazione del ricavato a favore di creditori privilegiati possono assumere particolare rilievo nella valutazione della lesività dell'atto e nella prova del dolo fraudolento
  • Elementi fattuali multipli e convergenti (irreperibilità del debitore, promesse non mantenute, prezzo anomalo, modalità di pagamento sospette, sopravvalutazione di beni dati in corrispettivo, intestazione a congiunti) rafforzano l'indicazione di una condotta fraudolenta
  • L'esito favorevole dell'azione revocatoria in sede civile può essere elemento rilevante per il giudizio penale, ma non sostituisce la necessità di una valutazione penalistica autonoma del dolo e della natura fraudolenta dell'atto
  • La violazione della par condicio creditorum (favorire alcuni creditori a danno di altri) può concorrere a configurare la fraudolenza dell'atto quando sia provato che ha pregiudicato il soddisfacimento dei creditori non preferiti

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