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Sentenza

Sentenza n. 614/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’esecuzione della Sentenza Tribunale di Frosinone n. 1624/2024 pubbl. il 26/09/2024 RG n. 1149/2024 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202503531

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III TerSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della Sentenza del Tribunale di Frosinone n. 1624/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Frosinone n. 1624/2024, passata in giudicato, deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione. Le amministrazioni resistenti non hanno fornito chiarimenti né indicazioni circa l'avvenuta o corretta esecuzione del titolo giudiziale. La domanda è stata quindi proposta per conseguire la pretesa riconosciuta dalla sentenza, i cui presupposti non sono più sindacabili nel giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Il giudice ha ritenuto sufficiente l'allegazione dell'inadempimento, a fronte della quale l'Amministrazione non aveva fornito chiarimenti o prova dell'esecuzione, richiamando i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore. Ha precisato che, nel giudizio di ottemperanza, non sono sindacabili i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato. È stato nominato sin d'ora un Commissario ad acta, individuato nel direttore generale competente dell'Amministrazione resistente, con facoltà di delega e senza compenso, destinato a intervenire, previa richiesta della ricorrente, se il termine assegnato all'Amministrazione decorra inutilmente. L'Amministrazione è stata inoltre condannata alle spese del giudizio, liquidate in euro 600,00 oltre accessori se dovuti e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La disposizione è applicata quale fondamento del giudizio di ottemperanza e dell'obbligo dell'Amministrazione di conformarsi al giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è applicata per ordinare l'esecuzione del giudicato e nominare il Commissario ad acta in caso di persistente inadempimento.

  • Cass. 13533/2001

    Il giudice richiama i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore: allegato l'inadempimento, il debitore deve fornire elementi sull'adempimento o sulla corretta esecuzione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un giudicato e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione, la domanda di esecuzione può essere accolta sulla base della distribuzione dell'onere della prova tra creditore e debitore.
  • Il giudizio di ottemperanza non consente di rimettere in discussione i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato; l'amministrazione deve dare esecuzione al comando giudiziale nei termini risultanti dal titolo.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un Commissario ad acta, destinato a intervenire su richiesta dell'interessato in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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