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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2159/2022 del 19/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dal difensore dell'imputato contro la conferma in appello della condanna per omissione di soccorso e allontanamento dopo incidente (art. 189, commi 6 e 7, Cod. Strada). Il ricorrente sosteneva l'assenza del dolo perché non si sarebbe accorto dell'urto: versione coerente fin dall'immediatezza, volume elevato dello stereo al momento della manovra, e documenti probatori difensivi ignorati dai giudici di merito. Contestata violazione di legge e vizio di motivazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità delle censure e per mancato confronto con la motivazione delle sentenze di merito. La Corte ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la valutazione dei giudici di merito che hanno accertato il dolo: l'urto è stato causato dall'omessa precedenza durante una svolta a sinistra (colpo tra anteriore destro dell'auto e anteriore sinistro del motociclo), circostanze obiettive (luce dei fanali, rumore dell'urto, vibrazioni, visibilità) rendevano credibile che l'imputato dovesse essersi accorto dell'impatto e nondimeno non si sia fermato a prestare soccorso. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di Euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice della Strada, art. 189, commi 6 e 7

    art. 189, commi 6 e 7, cod. strada

    La norma punisce l'allontanamento e l'omissione di soccorso dopo aver cagionato lesioni con un veicolo. La Corte ha interpretato che la consapevolezza di aver causato l'incidente (desumibile da luci, rumore, vibrazioni e dinamica dell'urto) integra l'elemento soggettivo necessario per configurare il reato, giustificando la condanna per mancata prestazione di assistenza.

  • Giurisprudenza - principio della doppia conformità

    Sez. 2, n. 37295 del 12/06/2019

    Quando sentenza di primo grado e sentenza d'appello sono conformi e argomentativamente saldate, vanno lette congiuntamente come un unico corpo decisionale; la Corte ha applicato tale principio per valorizzare la motivazione complessiva.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000

    Corte cost. sent. n. 186/2000

    Riferimento usato in relazione alla determinazione delle conseguenze per l'inammissibilità del ricorso: non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, si applicano le sanzioni pecuniarie e le spese processuali.

Massime di principio

  • In ipotesi di investimento con lesioni, la valutazione del dolo nell'allontanamento si fonda su elementi oggettivi (dinamica dell'urto, posizione dei veicoli, illuminazione, rumori e vibrazioni): tali elementi possono far ritenere credibile la consapevolezza dell'autore e giustificare la condanna per omissione di soccorso.
  • L'affermazione soggettiva di non essersi accorti dell'urto (es. per volume dello stereo) deve essere provata e plausibile; la semplice dichiarazione non è sufficiente se contraddetta da circostanze obiettive che rendono l'urto percepibile.
  • Censure generiche in cassazione che non affrontano punto per punto la motivazione delle sentenze di merito sono destinate all'inammissibilità: il ricorrente deve criticare specificamente le argomentazioni dei giudici sottoposte a sindacato di legittimità.
  • Quando primo grado e appello sono conformi nella motivazione, le due decisioni possono essere considerate congiuntamente (doppia conforme), rendendo più solida la valutazione di merito e più difficile il successo del ricorso per cassazione.
  • In caso di ricorso inammissibile e mancata sussistenza di causa di esclusione di responsabilità per l'inammissibilità, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

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