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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5431/2023 del 08/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorsi sono avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Messina, della condanna pronunciata dal Tribunale il 17 novembre 2020 per il reato di prostituzione minorile (art. 600-bis, comma 2, c.p.) commesso in periodo tra il 16 novembre 2015 e il 15 febbraio 2016. G.S. ha dedotto un unico motivo complesso contestando il vizio di motivazione per insufficiente prova della sua identificazione come autore e chiedendo l'applicazione della scriminante dell'ignoranza dell'età della vittima (art. 602-quater c.p.). P.G. ha proposto cinque motivi: primo, violazione del diritto di difesa per il rigetto della richiesta di interrogatorio in rito abbreviato (artt. 181 e 182 c.p.p., art. 111 Cost.); secondo, vizio di motivazione per mancata risposta alle doglianze; terzo, censure sulla ritenuta attendibilità della persona offesa; quarto, impugnazione sulla configurabilità del reato di prostituzione minorile; quinto, mancata concessione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di G.S. (condannandolo alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende) ritenendo congrua e logica la motivazione della Corte territoriale in ordine all'identificazione e all'esclusione dell'ignoranza dell'età. Ha, invece, accolto il primo motivo del ricorso di P.G.: la Corte ha ritenuto illegittimo il mancato accoglimento della richiesta di interrogatorio nel giudizio abbreviato (nullità a regime intermedio) e ha valutato che la riserva formulata dalla difesa immediatamente dopo il rigetto fosse idonea a impedire la sanatoria. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di appello e quella di primo grado nei confronti di P.G. e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Messina per il prosieguo; ha assorbito gli altri motivi di P.G.

Norme richiamate

  • art. 600-bis c.p.

    Norma sostanziale che incrimina la prostituzione minorile; la sentenza conferma la configurazione del reato in base alle dichiarazioni della persona offesa e riscontri investigativi

  • art. 602-quater c.p.

    Prevede la scriminante per l'errore inevitabile sull'età della persona offesa: gravava sul difensore l'onere di dimostrare di aver adottato tutti gli accorgimenti per verificare l'età; la Corte ha ritenuto tale onere non assolto

  • art. 99 c.p.

    Riferimento alla recidiva applicata dai giudici di merito nella determinazione della pena

  • art. 181 c.p.p.

    Disposizioni sull'udienza preliminare e sulla possibilità di eccepire nullità; richiamata nel contesto della correttezza procedurale relativa all'interrogatorio

  • art. 182 c.p.p.

    Regola sui rimedi per le nullità che devono essere eccepite immediatamente se la parte assiste all'atto; centrale nel dibattito sulla sanatoria della nullità derivante dal rigetto dell'interrogatorio

  • art. 441 c.p.p.

    Prevede che nel giudizio abbreviato si applichino le disposizioni dell'udienza preliminare, con conseguente diritto dell'imputato a essere interrogato se ne fa richiesta

  • art. 111 Cost.

    Principio del giusto processo e del diritto di difesa invocato rispetto al mancato interrogatorio

  • art. 606 c.p.p.

    Norma di indirizzo per i motivi di ricorso per cassazione e la loro classificazione; utilizzata per inquadrare le censure dedotte

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che prevede l'imputazione delle spese processuali per i ricorsi inammissibili; applicata alla pronuncia nei confronti di G.S.

  • art. 183 c.p.p.

    Richiamata nella valutazione delle condizioni di sanatoria degli atti viziati quando la parte accetta gli effetti

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamato per la trattazione del ricorso secondo le disposizioni transitorie sulla procedura

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in tema di responsabilità per il deposito di atti processuali e sulla esclusione di colpa nella determinazione dell'onere a carico del ricorrente

Massime di principio

  • Nel giudizio abbreviato l'imputato ha diritto ad essere interrogato se ne fa richiesta; il rigetto ingiustificato costituisce nullità a regime intermedio che può determinare l'annullamento della sentenza
  • Una riserva manifestata immediatamente in udienza dopo il compimento dell'atto viziato (es. rigetto dell'interrogatorio) è idonea a costituire eccezione e a impedire la sanatoria per acquiescenza
  • Per l'esimente dell'errore sull'età della persona offesa (art. 602-quater c.p.) grava sul soggetto che la invoca l'onere di provare di aver adottato tutte le cautele idonee a verificare l'età; la mera affermazione non è sufficiente
  • La Corte di legittimità controlla la logicità e la congruenza della motivazione di merito, non la valutazione puntuale delle prove; censure generiche sulla valutazione probatoria sono spesso inammissibili
  • Un ricorso in cassazione privo dei requisiti di ammissibilità può essere condannato alle spese e ad obblighi pecuniari a favore della Cassa delle Ammende quando non sussista colpa grave nella proposizione

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