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Sentenza

Sentenza n. 37/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Attimis prot. n. 4485 del 06/08/2025 notificata il 13/08/2025, con cui è stato ordinato al ricorrente di «rimuovere immediatamente le recinzioni di cantiere realizzate sulla porzione di Via Solve ricadente nella propria unità immobiliare – identificata al catasto censuario … al Fg. 18 Mapp. 836 … nonché di eventuali ulteriori opere a corredo di ostacolo al libero transito …»;

Giustizia amministrativa202500427

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza sindacale di rimozione immediata delle recinzioni di cantiere e di eventuali opere ostative al libero transito, sul presupposto che l'area costituisse una strada vicinale di uso pubblico

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, la violazione degli artt. 50 e 107 del d.lgs. 267/2000 e l'incompetenza del Sindaco ad adottare l'ordinanza. Con il secondo motivo ha denunciato eccesso di potere per difetto di istruttoria e dei presupposti, violazione e contrasto con una precedente sentenza civile resa inter partes e difetto di motivazione, sostenendo che la porzione di terreno interessata dalle recinzioni fosse di sua esclusiva proprietà e non gravata da uso pubblico. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, qualificando l'ordinanza come atto di autotutela possessoria a difesa di un diritto di uso pubblico, e ha difeso nel merito la legittimità dell'atto sulla base dell'iscrizione della strada negli elenchi comunali, dell'uso immemorabile, dell'idoneità al transito collettivo e della funzione di collegamento con altre vie pubbliche.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di difetto di giurisdizione, affermando che la natura pubblica o privata della strada e l'eventuale esistenza di un uso pubblico costituiscono, nel caso concreto, questioni incidentali necessarie per valutare la legittimità dell'ordinanza comunale, ai sensi dell'art. 8, comma 1, c.p.a. Anche lo scrutinio dell'esercizio dell'autotutela possessoria amministrativa rientra nella giurisdizione amministrativa quando è contestato il provvedimento autoritativo. Nel merito, il primo motivo è stato respinto: l'art. 53, comma 23, della l. 388/2000 consente, nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, di attribuire ai componenti dell'organo esecutivo responsabilità gestionali e il potere di adottare atti anche tecnici. Il secondo motivo è stato invece accolto. Il Comune non ha dimostrato che la porzione privata interessata dalle recinzioni fosse una strada vicinale di uso pubblico. La deliberazione consiliare invocata dall'amministrazione inseriva la via Solve tra le strade comunali urbane e non tra le strade vicinali; l'iscrizione in un elenco ha comunque valore meramente dichiarativo e non prova da sola l'esistenza dell'uso pubblico. Mancavano inoltre elementi comprovanti un titolo valido, l'esercizio del passaggio da parte di una collettività indistinta e la concreta idoneità della specifica porzione privata a soddisfare un interesse generale. La documentazione prodotta dal ricorrente, compreso il titolo di acquisto e la sentenza civile passata in giudicato, deponeva invece per l'assenza di pesi o oneri pubblici sull'area pertinenziale. I presupposti dell'ordinanza erano quindi indimostrati e l'atto è stato annullato. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in € 2.500,00 oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 8, comma 1, c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di conoscere incidentalmente, senza efficacia di giudicato, delle questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti, quando la loro soluzione è necessaria per decidere la controversia principale.

  • art. 53, comma 23, l. 388/2000

    Nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti consente l'attribuzione ai componenti dell'organo esecutivo della responsabilità degli uffici e dei servizi e del potere di adottare atti anche di natura tecnica gestionale; nel caso concreto ha escluso l'incompetenza del Sindaco.

  • art. 107 d.lgs. 267/2000

    È stato invocato dal Comune quale base del provvedimento, ma la questione della competenza è stata risolta alla luce della deroga prevista dall'art. 53, comma 23, della l. 388/2000.

  • art. 50 d.lgs. 267/2000

    È stato dedotto dal ricorrente insieme all'art. 107 per contestare la competenza del Sindaco; il motivo è stato respinto.

  • art. 378 l. 2248/1865, all. F

    Disciplina il potere di autotutela possessoria amministrativa esercitato dal Comune per il ripristino immediato dello stato di fatto, il cui esercizio presuppone la dimostrazione dell'esistenza del diritto di uso pubblico tutelato.

  • art. 2, commi 2 e 6, d.lgs. 285/1992

    Le strade sono classificate "riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali"; le strade "vicinali" sono assimilate alle strade comunali.

    La classificazione stradale dipende dalle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali; la mera classificazione amministrativa non dimostra da sola l'esistenza di un diritto di uso pubblico su una specifica area privata.

  • art. 3, comma 1, nn. 51) e 52), d.lgs. 285/1992

    La strada vicinale è la strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico.

    La nozione di strada vicinale richiede una strada privata fuori dai centri abitati destinata all'uso pubblico; la via Solve risultava invece classificata come strada comunale urbana.

  • art. 825 c.c.

    I diritti di uso pubblico e le servitù prediali pubbliche costituiscono diritti demaniali su beni altrui; l'uso pubblico limita le facoltà del proprietario senza trasferire necessariamente la proprietà del bene.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. 115/2002

    In caso di soccombenza, il Comune deve rimborsare al ricorrente il contributo unificato nella misura versata.

Massime di principio

  • La giurisdizione amministrativa sussiste quando l'accertamento incidentale della natura pubblica o privata di una strada, o dell'esistenza di una servitù di uso pubblico, è necessario per valutare la legittimità di un provvedimento comunale autoritativo; tale accertamento non costituisce l'oggetto principale della domanda e rileva ai sensi dell'art. 8, comma 1, c.p.a.
  • L'esercizio dell'autotutela possessoria amministrativa ex art. 378 della l. 2248/1865, all. F, presuppone la dimostrazione dell'esistenza del diritto di uso pubblico o della natura pubblica della strada; il Comune non può ordinare la rimozione di opere insistenti su proprietà privata sulla base di mere allegazioni o della sola iscrizione della strada in un elenco comunale.
  • L'uso pubblico di una strada richiede il concorso del passaggio esercitato da una collettività indistinta di persone appartenenti a un determinato ambito territoriale, della concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze generali anche in collegamento con la viabilità pubblica e di un titolo valido, quale un atto di acquisto, un'espropriazione, l'usucapione, la dicatio ad patriam o l'uso immemorabile.
  • L'inserimento di una strada nell'elenco comunale delle vie pubbliche o gravate da uso pubblico ha efficacia meramente dichiarativa e crea una presunzione semplice, superabile con la prova contraria; non può da solo incidere sulla proprietà privata né dimostrare l'esistenza di una servitù di uso pubblico.
  • Nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, l'art. 53, comma 23, della l. 388/2000 può attribuire ai componenti dell'organo esecutivo la responsabilità degli uffici e dei servizi e il potere di adottare atti anche di natura tecnico-gestionale, sicché l'adozione dell'atto da parte del Sindaco non è, per ciò solo, viziata da incompetenza.

Come è indicizzato

MaterieRegolamenti e atti amministrativi generaliGiurisdizione e riparto
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivoPrincipio di legalità e tipicità

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